Gli scontri durante Cremonese-Inter hanno riportato sotto i riflettori la violenza negli stadi italiani. Un petardo lanciato dagli spalti ha colpito il portiere Emil Audero, evidenziando quanto sottile sia il confine tra passione calcistica e comportamenti pericolosi. A distanza di qualche giorno, è arrivato il provvedimento del ministro dell’Interno: ecco cosa rischia l’Inter.
Il coraggio di Emil Audero e le conseguenze dell’episodio
L’episodio è avvenuto al quinto minuto del secondo tempo a Cremona, quando un tifoso dell’Inter ha lanciato un petardo che è esploso vicino al portiere Emil Audero. L’uomo, un quarantenne affiliato all’Inter Club San Marino, è stato immediatamente bloccato sia dalle forze dell’ordine sia da altri tifosi contrari al gesto. Durante l’accaduto, il petardo gli è esploso tra le mani causando la perdita di tre dita.
Nonostante il forte impatto, Emil Audero ha deciso di continuare a giocare, raccontando al Corriere della Sera: “Mi sono chiesto: perché sto giocando ancora, perché sono in campo?” e aggiungendo che il pensiero di abbandonare la partita non gli era mai passato davvero. Il portiere ha poi spiegato che la dinamica dell’esplosione “è stata come prendere una martellata: all’inizio faticavo a sentire bene, poi l’udito è tornato”, sottolineando come l’episodio, pur non lasciando gravi conseguenze fisiche, sia difficile da digerire.
Audero ha ribadito la distinzione tra la passione dei tifosi e le minoranze pericolose: “Bisogna distinguere tra chi supporta la squadra con passione e le minoranze, per le quali non trovo una parola giusta, che con il calcio c’entrano poco. Se avessi davanti a me chi ha tirato il petardo? Gli chiederei qual è il suo scopo allo stadio, se supportare la squadra o fare danni a se stesso e altri”.
Petardo Audero, cosa rischia l’Inter? Il provvedimento di Piantedosi
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha deciso di vietare le trasferte ai tifosi dell’Inter fino al 23 marzo 2026, in seguito agli episodi di violenza registratisi durante Cremonese-Inter del 1° febbraio. Il Viminale ha comunicato che “a seguito dei gravi disordini verificatisi nel corso dell’incontro di Serie A… è stato disposto il divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter, nonché il divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Lombardia per gli stessi incontri”.
Restano esclusi dal provvedimento Milan-Inter dell’8 marzo, poiché “non ci saranno movimenti di tifoserie”. In pratica, il divieto riguarda le trasferte di Reggio Emilia contro il Sassuolo e quelle a Lecce e Firenze.