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Auto sulla folla, Piantedosi su El Koudri: "Non è un terrorista ma è sbagliato parlare di gesto isolato di un folle"

Le parole di Piantedosi sulla terribile tragedia avvenuta a Modena

Il ministro Piantedosi ha parlato di El Koudri e della terribile tragedia che si è consumata a Modena.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un’intervista per Il Giornale, ha parlato di El Koudri e della terribile tragedia che si è consumata a Modena.

Piantedosi su El Koudri: “Sbagliato parlare di gesto isolato di un folle”

Matteo Piantedosi, dopo il vertice in prefettura a Modena sul caso dell’auto lanciata contro i passanti, ha spiegato su Il Giornale di essere rimasto un po’ “rinfrancato” dall’incontro con prefetto, procuratore, polizia, sindaco e presidente della Regione Emilia-Romagna.

Il Ministro ha spiegato chi è Salim, l’uomo alla guida dell’auto. “È figlio di immigrati marocchini, nato a Bergamo, cittadino italiano, laureato. È un soggetto a cui è stato diagnosticato un disturbo schizoide della personalità e questo rende più complesso inquadrare la vicenda. Ha manifestato rancore e insoddisfazione per la propria condizione lavorativa e sociale. In una email indirizzata alla sua università ha proferito frasi contro ‘i bas**rdi cristiani’ e altre espressioni blasfeme, per poi chiedere scusa” ha spiegato Piantedosi, aggiungendo che non ha dato segnali di radicalizzazione islamista e che non sono emersi elementi riconducibili “al profilo classico del terrorista“.

Sarebbe un errore archiviare tutto con una spiegazione semplicistica o rassicurante” ha aggiunto.

Il ministro ha spiegato che la minaccia dei “lupi solitari” è una delle più insidiose, in quanto si tratta di individui che si radicalizzano in solitudine, spesso tramite propaganda online e colpiscono senza una struttura organizzata alle spalle, rendendo molto difficile prevenire gesti di questo genere.

Le indagini sono in corso e bisogna consentire all’Autorità giudiziaria di svolgere tutti gli accertamenti necessari senza conclusioni affrettate” ha aggiunto, sottolineando che ancora non si conoscono le reali motivazioni di quanto accaduto a Modena. “Se dovesse emergere una matrice radicale o terroristica, bisognerebbe capire come un eventuale percorso di radicalizzazione possa essere sfuggito a un sistema di prevenzione che in Italia, come ho detto, è all’avanguardia. Se invece ci trovassimo davanti a una deriva psichiatrica o a un gesto emulativo, il problema non sarebbe affatto minore” ha precisato Piantedosi, sottolineando che è in entrambi i casi sarebbe sbagliato minimizzare e che lo Stato ha il dovere di interrogarsi fino in fondo di come possano accadere certe cose.

Piantedosi sulla tragedia di Modena: “Chi viene accolto in Italia deve rispettarne le leggi e i valori”

Questo governo è già intervenuto con decisione anche attraverso i recenti decreti sicurezza, rafforzando gli strumenti di prevenzione, controllo ed espulsione nei confronti di soggetti socialmente pericolosi e accelerando le procedure che riguardano chi rappresenta un rischio per la sicurezza pubblica” sono le parole del ministro dell’Interno. “Chi viene accolto in Italia deve rispettarne le leggi e i valori. È un principio di civiltà prima ancora che politico” ha aggiunto Piantedosi, spiegando che l’integrazione è un progresso profondo e complesso. “L’integrazione non si misura con un titolo di studio, un passaporto o con un’etichetta sociologica. Chi usa la violenza contro innocenti va giudicato severamente per quello che ha fatto. Sarebbe superficiale negare il problema del disagio psichico, tanto quanto usare questo elemento per evitare una riflessione più ampia sulle fragilità identitarie, sociali e culturali che possono emergere anche nelle seconde generazioni” sono le parole del ministro, che ha aggiunto che la sicurezza dovrebbe essere sempre al primo posto e che il Governo continuerà a difendereil diritto degli italiani a vivere senza paura“.

La legalità non può essere negoziabile” ha dichiarato Piantedosi. Al ministro è stato chiesto se accetterà la proposta del vicepremier Tajani di insignire al valor civile Luca Signorelli, il passante che ha fermato l’aggressore. “Il gesto di tutti coloro che si sono prodigati nell’immediatezza per bloccare l’aggressore o anche per assicurare le prime importanti cure ai feriti rappresenta già oggi un esempio straordinario di coraggio e senso civico” ha spiegato, aggiungendo che l’Italia ha bisogno di esempi come questo. “Ogni forma di estremismo che alimenta odio contro lo Stato, le forze dell’ordine e le istituzioni democratiche merita la massima attenzione. Noi monitoriamo con grande attenzione reti radicali, ambienti antagonisti e possibili convergenze ideologiche che possano degenerare in violenza organizzata o in nuove forme di radicalizzazione” ha dichiarato Piantedosi. Per quanto riguarda il calo degli sbarchi, il ministro ha spiegato che “meno ingressi illegali significa più capacità di controllo, più identificazioni, meno pressione sui territori e maggiore sicurezza“.