Il tema della British Airways mette in luce un caso particolare che coinvolge il volo e la gestione a terra, con un annuncio rivolto ai piloti per un ruolo fuori dall’ordinario. Non si tratta di attività operative in quota, ma di mansioni legate esclusivamente allo spostamento degli aerei all’interno di un grande aeroporto internazionale, dove l’esperienza dei comandanti viene riutilizzata in un contesto logistico e altamente specializzato.
British Airways e l’offerta di lavoro per i piloti: un ruolo inusuale per la gestione a terra a Chicago
La compagnia aerea britannica British Airways ha recentemente diffuso un’offerta di lavoro destinata ai piloti di Boeing 777 e 787, ma con un incarico decisamente atipico: occuparsi esclusivamente dello spostamento degli aerei all’interno dell’aeroporto O’Hare di Chicago.
Stando a quanto riportato da Today, l’attività non prevederebbe alcuna fase di volo operativo, come decollo o atterraggio, ma si limiterebbe al rullaggio dei velivoli tra le diverse aree dello scalo per brevi tragitti giornalieri. La retribuzione proposta può arrivare fino a 100mila dollari annui, a fronte di un impiego interamente svolto a terra.
La particolarità della posizione risiederebbe proprio nella sua natura: pur coinvolgendo piloti altamente qualificati, il compito consiste unicamente nel condurre gli aeromobili sulle piste di rullaggio, senza mai sollevarli da terra.
Piloti a terra per 100mila dollari: la strana offerta di lavoro di British Airways a Chicago
La necessità di questa figura nascerebbe da un’esigenza logistica legata all’organizzazione dei flussi passeggeri nello scalo di Chicago. I voli di British Airways atterrano infatti al Terminal 5, che è l’unico dotato di servizi doganali e controllo passaporti per gli arrivi internazionali, mentre le partenze vengono gestite dal Terminal 3, utilizzato in collaborazione con American Airlines per agevolare le coincidenze. Questa separazione tra arrivi e partenze renderebbe indispensabile il trasferimento degli aeromobili tra le due aree aeroportuali. A complicare ulteriormente la situazione contribuirebbe l’impossibilità, nello scalo di O’Hare, di utilizzare i trattori di pushback per il trasferimento tra terminal. Di conseguenza, gli aerei devono essere movimentati con i motori accesi e sotto il controllo diretto di un pilota.
L’offerta sarebbe rivolta soprattutto a comandanti già in pensione: negli Stati Uniti, infatti, la normativa della FAA impone il ritiro dal volo commerciale a 65 anni, ma le operazioni di rullaggio non rientrano nelle attività regolamentate dalla Part 121, richiedendo soltanto una “certificazione medica di base”. Per accedere al ruolo è comunque necessaria una licenza ATPL e una recente esperienza su aeromobili widebody Boeing.
Nonostante l’attività sia limitata al suolo, la complessità di O’Hare — che nel 2025 ha registrato oltre 857mila movimenti aerei — richiede grande precisione operativa, garantendo però orari regolari, assenza di jet lag e una soluzione efficiente a un vincolo infrastrutturale dello scalo.