Caso Consip, chiesto rinvio a giudizio per Luca Lotti
Caso Consip, chiesto rinvio a giudizio per Luca Lotti
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Caso Consip, chiesto rinvio a giudizio per Luca Lotti

Luca Lotti

L'ex ministro e altre sei persone rischiano di finire a processo. Per Luca Lotti però cade l'accusa di rivelazione del segreto d’ufficio.

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone per il caso Consip. A rischiare il processo anche Luca Lotti, accusato del reato di favoreggiamento. L’ex ministro assicura: “Il tempo è galantuomo”

“Accuse infondate”

“Due anni fa, quando sono iniziate le indagini per il cosiddetto ‘caso Consip‘, mi sono stati contestati il reato di rivelazione del segreto d’ufficio e il reato di favoreggiamento che avrei commesso in favore dell’ex ad di Consip Luigi Marroni. Oggi prendo atto con soddisfazione che la Procura della Repubblica ha chiesto l’archiviazione per uno dei due reati, ossia la rivelazione del segreto d’ufficio. Confido che il successivo corso del procedimento – già a partire dall’udienza preliminare – consentirà di accertare l’infondatezza anche della residuale ipotesi di reato” scrive su Facebook Luca Lotti.

La Procura di Roma ha chiesto infatti il rinvio a giudizio per sette persone in merito all’inchiesta sul caso Consip. A rischiare di finire a processo l’ex sottosegretario di Matteo Renzi ma anche l’ex comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, il generale dell’arma, Emanuele Saltalamacchia, l’imprenditore Carlo Russo, Filippo Vannoni e l’ex maggiore del Noe Gianpaolo Scafarto e l’ex colonnello dell’arma, Alessandro Sessa.

In particolare la Procura accusa Luca Lotti di aver rivelato nell’estate del 2016 all’amministratore delegato di Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione) dell’esistenza di una indagine che lo riguardava in prima persona, con intercettazioni telefoniche già in corso.

“A chi è garantista a giorni alterni, a chi strumentalizza la giustizia a soli fini politici, a chi preferisce fare processi sui giornali e non nelle Aule dei Tribunali, a chi spara sentenze ancora prima che un normale processo abbia inizio, mi limito a dire solo questo: non perdiamoci di vista perché, lo ripeto sempre, il tempo è galantuomo” assicura quindi l’ex ministro.

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