Carige, Renzi sul decreto salvabanche “Gialloverdi come i dem”
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Carige, Renzi sul decreto salvabanche “Gialloverdi come i dem”

Matteo Renzi

Il senatore ha commentato "Il Pd farebbe benissimo a votare a favore del decreto. Prima delle polemiche per noi viene sempre l'interesse del Paese".

Pronto il decreto per salvare Banca Carige. Pronto anche Luigi Di Maio a rispondere alle contestazioni di chi, come il ministro durante la propaganda elettorale, qualche problema con i governi che salvano le banche ce l’ha sempre avuto. Una virtù. Una ragione da sponsorizzare in piazza. Già perché il provvedimento messo in atto dall’esecutivo gialloverde dopo il commissariamento di Carige e l’intervento della Bce ha un sapore Gentiloniano, affatto populista. “Il governo non ci ha ancora messo un soldo” tuona così il vicepremier pentastellato nell’ultima innumerevole diretta Facebook. I chiarimenti con l’elettorato nella nuova politica si conducono online, e forse in questa modalità si evince un populismo che ormai ha fatto del dietrofront un’abitudine. “Se si interverrà allora sarà per fare di Carige la banca d’investimento dello Stato” continua Di Maio che subito dopo rassicura “Noi non siamo dalla parte delle banche. I cittadini mettono i soldi, i cittadini si prendono la banca”, incredibilmente suggestivo.

“Nazionalizzare la banca genovese? Se accadrà sarà per migliorare i mutui dei cittadini, tutelare la piccola e media impresa, salvare i correntisti” questa la chiosa dell’intero discorso. Eppure appare strano che proprio quella classe politica che tanto contestava il decreto salva banche del governo Gentiloni (vedi Mps, ndr.), adesso abbia riscritto la medesima procedura per Carige. Come? Grazie al copia-incolla.

Il decreto copia e incolla

Il commento di Matteo Renzi

Dopo aver appreso la notizia del salvataggio Carige, il senatore dem ha commentato “Il Governo ha fatto bene a fare il decreto per Carige. Penso che il Pd farebbe benissimo a votare a favore del decreto. Prima delle polemiche di parte per noi viene sempre l’interesse del Paese” chiedendo senza indugio l’ammissione di vergogna da parte dei leader politici di oggi: da Salvini a Di Maio, passando per Conte con l’accusa di voler “mettere a tacere questa vicenda”. L’ex Presidente del Consiglio dei ministri ha poi continuato “Loro usano soldi pubblici per garantire e poi salvare una banca. Esattamente come ha fatto il Governo Gentiloni, tanto che il decreto è un copia e incolla di quello su Montepaschi. Chi dice che sono due cose diverse mente sapendo di mentire. Con questo decreto Salvini e Di Maio sconfessano la loro vergognosa, squallida, cinica campagna elettorale sulle banche. Se fossero uomini seri, chiederebbero scusa”.

Un’analisi sul metodo politico, quella di Renzi che ha concluso così “Noi abbiamo salvato i correntisti e abbiamo commissariato i membri del Cda, mandandoli a casa. Non abbiamo salvato i banchieri: abbiamo salvato i risparmi delle famiglie”.

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Francesco Leone
Francesco Leone, classe '94, cresciuto a pane, pallone e politica. Leccese in terra meneghina, braccia strappate alla cronaca sportiva e donate al reporting nudo e crudo, anche se spesso e volentieri ritorna alle origini. Ha fatto l'autore, il cronista, il reporter e lo stagista per una televisione nazionale, ora scrive e lavora a inchieste e reportage. Veni, vidi, dixi.