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Coronavirus, Arcuri: “Mascherine a 50 centesimi dai tabaccai”

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Arcuri annuncia una distrubuzione di mascherine anche per le scuole a giugno. Da risolvere il problema dei reagenti per tamponi.

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Il Commissario all’emergenza coronavirus Arcuri ha annunciato un’ordinanza che prevede l’autorizzazione alla vendita delle mascherine a 50 centesimi nei tabaccai (solo quelli autorizzati). Oltre 40 milioni le mascherine già distribuite. Dal 17 giugno altre verrano distribuite nelle scuole per garantire sicurezza a tutti i maturandi. Rimane il serio problema dei reagenti per i tamponi, ancora introvabili.

Coronavirus, Arcuri: “Mascherine ai tabaccai “

Un’ordinanza sancita dal Commissario all’emergenza coronavrius Domenico Arcuri ha stabilito che da sabato 23 maggio fino alla fine dell’emergenza tutti i tabaccai e titolari di esercizi commerciali iscritti alla Fit (Federazione Italiana Tabaccaui) saranno autorizzato alla rivendita delle mascherine al prezzo calmierato di 50 centesimi.

Questa settimana abbiamo distribuito oltre 43 milioni di mascherine, il numero più alto dall’inizio dell’emergenza. Da ieri i primi 20mila tabaccai sul territorio italiano distribuiscono le mascherine chirurgiche a 50 centesimi, così come ringrazio la federazione di farmacisti e parafarmacie. Oramai anche in questi punti vendita, le mascherine si trovano. Penso che la partita delle mascherine sia definitivamente risolta“, ha dichiaro Arcuri.

Mascherine e scuola

Il commissario nazionale ha annunciato una distribuzione extra anche per le scuole, destinata soprattutto agli studenti impegnati con la maturità dal 17 giugno:Con l’inizio delle scuole a settembre stiamo valutando una distribuzione di mascherine con il Miur, per il personale docente, non docente e studenti. Il dispositivo sarà disponibile per tutte le scuole già il 17 giugno. Gli esami di maturità devono essere fatti assolutamente in sicurezza”, ha aggiunto Arcuri.

Problema reagenti

Rimane ancora da risolvere il problema dei reagenti per i tamponi che Arcuri spera di risolvere con l’aiuto delle regioni: “In questa settimana sono stati fatti oltre 60mila tamponi al giorno, siamo il paese che ne fa di più. Per fare tamponi servono i reagenti, oppure dei kit. Abbiamo l’obiettivo di fare più tamponi.

Dobbiamo trovare il più possibile di reagentiha aggiunto – e dobbiamo evitare che diventino le mascherine della fase 2. Abbiamo preso atto che in Italia ci sono 211 laboratori che non usano gli stessi reagenti.

33 aziende e 47 prodotti sono in condizioni di soddisfare le esigenze dei vari laboratori. L’obiettivo ora è passare da 60mila a 100mila tamponi al giorno e da ieri abbiamo iniziato il dialogo con le regioni“, conclude Arcuri.


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mario moiana

anche io ho ascoltato la conferenza stampa e ho sentito Arcuri ripetere ben 3 volte che le mascherine costano 0,50 centesimi , ( non 50 centesimi!!!).
Cio’ significa che una mascherina costa 5 millesimi. Ora si pone il problema di come pagarla :
1) pagarla col Pos (l’operazione bancaria costerebbe di piu’ della mascherina…)

2) una task force capitanata da Bertolaso che , alla Zecca d’Italia, produca il nuovo conio da 5 millesimi , o mezzo centesimo o 0,005 Euro

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