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Covid, Segre: “Come una guerra, un pensiero agli anziani morti soli”

La Segre e il parallelismo tra il covid e la guerra mondiale: "Il mio pensiero ai miei coetanei morti da soli".

Covid Segre come guerra

La senatrice a vita Liliana Segre ha rilasciato un’intervista a La Repubblica nella quale ha parlato di covid e di come questa pandemia rappresenti una moderna guerra mondiale, dove il nemico non si vede, ma c’è ed ha ancora molte armi dalla sua parte: “Una tappa spaventosa che lascia sbalorditi – dice la Segre – soprattutto perché le vittime di questa guerra feroce sono state causate da un nemico invisibile“.

Covid, Segre: “È come una guerra”

La Segre sottolinea poi come a questa guerra tutti si siano fatti trovare impreparati, impotenti di fronte a questo virus che cambia in continuazione per spiazzarci. “Nelle guerre moderne – aggiunge la senatrice a vita – il mondo ha cercato e trovato le armi per combattere, armi di precisione, estremamente efficaci, ma contro questo virus, questo nemico invisibile che ci ha colpito in un momento di pace e di tranquillità, siamo rimasti come paralizzati, costretti a vedere tante persone care andarsene”.

Una strage quotidiana, che purtroppo ha riguardato in particolar modo le persone più fragili e gli anziani. “Nelle guerre – argomento la senatrice – di solito muoiono i soldati giovani mandati a combattere. In questo caso invece una moltitudine di anziani disarmati. Il mio pensiero pieno di angoscia è andato spesso a quella moltitudine di miei coetanei nelle case di riposo, soli, abbandonati, lontani dai loro figli, colpiti dalla malattia senza il conforto di un volto famigliare, di un sorriso”.

Poi un invito a tutti affinché, appena sarà possibile, si vaccinino in quanto è questa per la Segre l’unica arma contro questo nemico.

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