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Ponte crollato sul Trigno, l'appello disperato della figlia del 53enne disperso: "Quanto vale la vita di mio padre?"

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Disperso nel crollo del ponte sul Trigno: le ricerche continuano tra difficoltà operative e l’appello della figlia per accelerare gli interventi.

Il crollo del ponte sul fiume Trigno ha aperto una vicenda ancora senza esito, segnata da ricerche difficili e da un’attesa sempre più pesante per le sorti dell’uomo disperso. Al centro del dolore resta soprattutto la figlia, che continua a chiedere risposte e interventi concreti, mentre le operazioni sul campo proseguono tra ostacoli tecnici e la necessità di fare chiarezza su quanto accaduto sotto le macerie.

Ponte crollato sul Trigno: le operazioni di ricerca dell’uomo disperso e le criticità sul campo

Nonostante le attività di ricerca proseguano, al momento non sono emerse tracce del 53enne. Le operazioni coinvolgono diverse unità specializzate, tra cui vigili del fuoco e Capitaneria di porto di Termoli, impegnata con motovedette, battelli e sistemi sonar per ispezionare i fondali alla foce del Trigno, tra Molise e Abruzzo.

Anche supporti aerei sono stati utilizzati per monitorare l’area interessata dal crollo.

Sul piano tecnico, tra le ipotesi considerate dagli inquirenti e condivise anche dalla famiglia, vi è la possibilità che il veicolo sia rimasto intrappolato sotto la campata del ponte, sepolto da detriti e materiale trascinato dalla piena del fiume. In questo scenario, il recupero richiederebbe un intervento complesso con mezzi pesanti, inclusa una gru a lungo braccio, per la rimozione delle macerie, attualmente sottoposte a sequestro.

Nei prossimi giorni potrebbe inoltre essere previsto il ritorno del nucleo sommozzatori per ulteriori verifiche subacquee.

“Lui si trova lì”. Ponte crollato sul Trigno, il disperato appello della figlia dell’uomo disperso

Non è normale. Non è accettabile. Il 2 aprile è crollato il ponte sul Trigno. Mio padre era lì. E da quel giorno… è sparito nel nulla”. Con queste parole Angelica Racanati ha raccontato sui social la scomparsa del padre, Domenico Racanati, 53 anni, originario della provincia di Foggia e residente a Bisceglie, disperso dopo il cedimento del ponte sul fiume Trigno, nei pressi di Montenero di Bisaccia. Nel suo messaggio, la donna esprime un misto di sofferenza e indignazione, sottolineando come “Oggi ci dicono che, con alta probabilità, la sua auto è ancora sotto i detriti di quel ponte. Sotto metri di macerie. Sotto il silenzio. Sotto l’attesa. E io mi chiedo: quanto tempo deve passare ancora? Quanto vale la vita di mio padre?”.

Nel suo sfogo pubblico, la figlia insiste sul nodo centrale della vicenda: “La verità è una: senza rimuovere quei detriti, mio padre non verrà trovato”. Da qui l’appello diretto alle istituzioni affinché accelerino gli interventi: “E allora basta attese. Basta lentezze. Basta silenzi. Io non sto chiedendo un favore. Sto pretendendo rispetto”. Il messaggio si chiude con un’esortazione che sintetizza tutta l’angoscia della famiglia: “Ridatemi mio padre”.