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Prato: aggressione in via del Melograno, la vittima racconta l'orrore

Prato: aggressione in via del Melograno, la vittima racconta l'orrore

La sera del 27 agosto 2026, una donna di 59 anni è stata aggredita a Prato mentre tornava a casa con la famiglia. L'aggressore, un giovane di nazionalità nigeriana, le ha stretto il crocifisso al collo e le ha ripetuto più volte: 'Vuoi morire stasera?'

Una serata tranquilla si è trasformata in un incubo per una donna di 59 anni a Prato. Mentre tornava a casa con la famiglia, la signora L.V. è stata aggredita da uno sconosciuto che le ha stretto il crocifisso al collo e le ha ripetuto più volte: “Vuoi morire stasera?”. L’accaduto ha scosso la comunità locale, soprattutto per la brutalità dell’episodio e la freddezza dell’aggressore.

L’aggressione in via del Melograno

Era la sera del 27 agosto 2026 quando la famiglia di L.V. stava tornando a casa dopo una giornata al mare. Il marito e la figlia camminavano davanti, mentre la donna, rimasta indietro per inviare un messaggio, è stata sorpresa alle spalle dall’aggressore. L’uomo, descritto come un giovane di nazionalità nigeriana, alto e vestito con una t-shirt bianca ha afferrato la donna per il collo e le ha stretto il crocifisso che portava al collo.

“Ho avuto tanta paura e temuto il peggio”, ha raccontato L.V., che ha preferito rimanere anonima. La donna ha descritto l’aggressore come una persona che non sembrava ubriaca, ma probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. L’uomo ha ripetuto più volte la frase “Vuoi morire stasera?” in italiano, mentre parlava in una lingua africana che la donna non riusciva a comprendere.

L’intervento del marito

Il marito di L.V., accortosi del pericolo, è tornato indietro e ha urlato all’aggressore di lasciar stare la moglie. La donna ha raccontato che l’uomo non sembrava interessato a strapparle il crocifisso, ma piuttosto a terrorizzarla. Dopo alcuni attimi di tensione, l’aggressore ha mollato la presa e la famiglia è riuscita a fuggire.

L.V. ha sporto denuncia ai carabinieri, ma ha dichiarato di non avere molte speranze che l’aggressore venga trovato. La donna ha espresso preoccupazione per le sue figlie, di 23 e 25 anni, che spesso sono state molestate verbalmente nei giardini della biblioteca Lazzerini, un’area nota per essere frequentata da persone senza buone intenzioni.

La reazione della comunità

L’aggressione ha suscitato grande preoccupazione tra i residenti di Prato, in particolare tra le donne che frequentano il quartiere. I consiglieri di Fratelli d’Italia Cosimo Zecchi e Dania Melani, hanno annunciato una raccolta di firme per chiedere maggiore sicurezza nella zona.

“A due passi dalla panchina rossa avviene di tutto”, ha dichiarato Zecchi. “Sotto i gazebi ci stazionano e bivaccano disgraziati e extracomunitari senza buone intenzioni che molestano le persone. La riqualificazione di questo spazio è stata un ottimo intervento, ma oggi non è utilizzato dai cittadini perché manca proprio la sicurezza. Vogliamo un presidio attivo perché ci siano più controlli.”

La biblioteca Lazzerini, situata in via del Melograno, è un punto di riferimento per la comunità locale. Tuttavia, negli ultimi tempi, l’area circostante è diventata un luogo di preoccupazione per la sicurezza. La raccolta di firme promossa dai consiglieri di Fratelli d’Italia mira a sensibilizzare le autorità locali sulla necessità di aumentare i controlli e garantire un ambiente sicuro per tutti i cittadini.

L’aggressione a L.V. ha messo in luce la necessità di un intervento urgente per migliorare la sicurezza nel quartiere. La comunità di Prato spera che questo episodio serva da campanello d’allarme e che le autorità prendano provvedimenti concreti per prevenire futuri episodi di violenza.

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