I mercati energetici sono in subbuglio dopo gli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz. Gli attacchi statunitensi contro l’Iran e la minaccia di chiusura di questa via navigabile strategica hanno scatenato un’ondata di incertezza, spingendo i prezzi del petrolio a nuovi massimi. Il greggio Brent con consegna a settembre ha raggiunto i 78,86 dollari al barile con un aumento del 3,75% mentre il petrolio Wti con consegna ad agosto è salito a 74,02 dollari al barile con un rialzo del 3,65%.
Gli attacchi nello Stretto di Hormuz e le reazioni internazionali
Nella notte tra il 7 e l’8 luglio 2026 gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di raid contro l’Iran in risposta agli attacchi dei pasdaran contro tre navi nello Stretto di Hormuz. Fonti del Pentagono hanno descritto questi attacchi come quattro o cinque volte più potenti rispetto ai precedenti, sottolineando che si tratta di una punizione, non di una ritorsione proporzionale.
Le tensioni si sono intensificate ulteriormente con l’annuncio di Teheran di chiudere lo Stretto di Hormuz, una mossa che ha scatenato preoccupazioni globali per le interruzioni delle forniture di petrolio.
Le conseguenze sui mercati energetici
Le nuove tensioni hanno avuto un impatto immediato sui prezzi del petrolio e del gas. Il future sul Wti è salito a 72,77 dollari al barile con un rialzo del 3,3% mentre il Brent con scadenza settembre sui mercati asiatici ha raggiunto i 72,48 dollari al barile con un aumento del 2,9%.
Anche il prezzo del gas è schizzato a 48,5 euro al megawattora, con un aumento del 4% ad Amsterdam, il mercato di riferimento.
Le previsioni degli analisti e l’impatto sulle Borse europee
Gli analisti avevano inizialmente tagliato le previsioni sul prezzo del petrolio per il 2026 dopo cinque rialzi mensili consecutivi. Tuttavia, le ultime revisioni segnalano un calo superiore al 6% rispetto alle stime di maggio, con il greggio Brent previsto a una media di 84,50 dollari al barile e il greggio statunitense a 79,49 dollari al barile. Le Borse europee hanno reagito negativamente alle nuove tensioni, con Francoforte in calo del 2,28% Parigi del 2,06% Madrid del 2,06% Milano dell’1,68% e Londra dell’1,5%.
L’impatto sui prezzi dei carburanti in Italia
In Italia, i prezzi dei carburanti sono in forte aumento, con il gasolio che ha superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro sulle autostrade. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha diffuso gli ultimi dati aggiornati, mostrando un aumento significativo dei listini alla pompa. Gli investitori sono preoccupati per la fine del cessate il fuoco e le possibili ripercussioni sul mercato energetico globale.
Le tensioni in Medio Oriente continuano a influenzare i mercati energetici, con conseguenze che si estendono ben oltre i confini regionali. Gli sviluppi futuri saranno cruciali per determinare l’evoluzione dei prezzi del petrolio e del gas, nonché l’impatto sulle economie globali.
