Vladimir Putin incassa i primi risultati delle elezioni per il rinnovo della Duma: Russia Unita è nettamente in testa nello scrutinio, confermando il forte peso del partito di governo nel Parlamento russo. Il voto, il primo dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, si è svolto in un contesto segnato dalla guerra e dall’esclusione di alcune forze politiche.
Russia Unita di Putin avanti alle elezioni: i primi risultati
Vladimir Putin vede confermate le attese sul risultato delle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento russo. Il partito di governo Russia Unita è infatti in testa nello scrutinio, con i primi dati ufficiali provvisori che confermano quanto emerso dall’exit poll della televisione di Stato: la formazione potrebbe ottenere una percentuale compresa tra il 49% e il 54%.
Con il 52,27% delle schede scrutinate, secondo i dati della Commissione Elettorale Centrale, Russia Unita raggiunge invece il 57,84% dei voti, davanti al Partito comunista (KPRF) al 13,74% e al Partito liberal-democratico (LDPR) all’8,73%. Seguono Nuova Gente con il 7,88% e Russia Giusta – Per la Verità con il 5,13%.
I risultati definitivi devono ancora essere annunciati: la Commissione Elettorale Centrale ha previsto la diffusione dei primi dati ufficiali nella mattinata di lunedì.
La tornata, svoltasi dal 18 al 20 settembre, rappresenta la prima elezione parlamentare russa dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022. Per il Cremlino, il voto costituisce quindi un’indicazione sul consenso interno alla linea politica portata avanti da Putin, sebbene la consultazione si sia svolta in un quadro fortemente controllato. Il risultato appare inoltre vicino a quello del 2021, quando Russia Unita ottenne il 49,8% dei voti e 324 seggi. Con una maggioranza di almeno due terzi, il partito potrebbe mantenere un’ampia capacità di controllo sulla Duma. Putin, pur essendo politicamente legato alla formazione, non risulta formalmente membro di Russia Unita.
Yabloko escluso e Lavrov: “La risposta arriverà dai risultati”
Tra le forze escluse dalla competizione nazionale figura Yabloko, partito russo contrario alla guerra in Ucraina. La formazione era stata inizialmente ammessa alla consultazione, ma la sua lista federale è stata successivamente esclusa dalla Corte Suprema russa. Il presidente di Yabloko, Nikolai Rybakov, si è comunque recato al seggio di San Pietroburgo e ha trasformato la propria scheda in un voto di protesta, scrivendo “Per la pace“ e “Per un accordo di cessate il fuoco“ prima di inserirla nell’urna. Il partito aveva inoltre invitato i propri sostenitori a non scegliere le altre liste nelle circoscrizioni prive di candidati Yabloko.
Anche il dato sull’affluenza viene considerato rilevante per valutare la partecipazione al voto: secondo le rilevazioni preliminari, avrebbe raggiunto il 56,66%, mentre oltre 3,6 milioni di persone hanno votato online, stando ai dati del Ministero dello Sviluppo Digitale russo. Sul significato politico della consultazione è intervenuto anche il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, secondo cui la nuova Duma dovrebbe essere “sovrana” e formata da legislatori capaci di comprendere gli “interessi della Russia“. Lavrov ha inoltre sostenuto che il risultato delle urne rifletterà il sostegno alla linea politica di Putin, affermando: “Credo che la risposta arriverà dai risultati“ delle elezioni. Nel frattempo, la giornata elettorale è stata segnata anche dalla guerra: le autorità russe hanno riferito di un vasto attacco con droni provenienti dall’Ucraina, con vittime e danni in diverse aree del Paese.
