Vladimir Putin da capo russo in carica deve dare dei segnali all’esterno della sua potenza ed ha optato per una strategia che può sembrare molto strana ma che in realtà è stata studiata nei minimi dettagli e prevede il controllo di svariati gruppi multinazionali che hanno filiali in territorio russo.
Russia e multinazionali, come è la situazione odierna
In Russia dopo lo scoppio della guerra con l’Ucraina nel febbraio 2022 sono state molte le multinazionali che hanno optato per chiusure delle filiali presenti sul territorio e che quindi hanno spostato i loro investimenti.
Il caso più famoso è stato quello di McDonald’s che ha da subito chiuso i propri negozi in Russia privando la popolazione del cibo occidentale che aveva conosciuto ed apprezzato da quando è diventata una nazione moderna.
Se da un lato molte multinazionali hanno chiuso negozi sul territorio, dall’altro vi sono ancora gruppi che operano, seppur in modo diverso sul territorio mantenendo i marchi a disposizione del popolo russo.
Putin e l’amministrazione di Nestlè e Auchan
Tra questi marchi vi sono anche Nestlè e Auchan che essendo presenti sul territorio permettono al popolo russo di acquisire i loro prodotti e quindi di fare la spesa comprando prodotti di origine straniera.
Con un decreto firmato nella giornata di ieri, 17 settembre, Putin ha messo in amministrazione controllata le filiali russe di Nestlè e Auchan. Non è una confisca, come riporta Today.it, quanto un possibile spostamento di beni a individui o società legate al Cremlino.
Le attività di Auchan e Nestlè sono state trasferite alla società russa L.E.V. Management, al momento il passaggio non è definitivo ma la decisione potrebbe anticiparlo.
Nestlè ha annunciato tramite una nota di aver preso atto della decisione presidenziale intrapresa e punta alla massima tutela dei propri diritti, in particolare quella dei propri dipendenti. Il passaggio ha dato uno scossone negativo al titolo della multinazionale svizzera sui mercati finanziari.
