Il dramma della ragazza segregata in casa a Sassari ha riacceso i riflettori sulle violenze domestiche. Dieci giorni di prigionia, abusi e torture raccontano una vicenda di terrore e sopraffazione all’interno di una relazione sentimentale.
Ragazza segregata in casa e stuprata dal fidanzato per dieci giorni
Come riportato dall’Unione Sarda, una giovane donna di 23 anni è stata liberata dai Carabinieri a Sassari dopo essere stata tenuta prigioniera per circa dieci giorni dal fidanzato, un uomo di 34 anni.
Durante la prigionia, la ragazza sarebbe stata picchiata, minacciata, costretta a mangiare cibo sporco o calpestato, drogata con psicofarmaci e sottoposta ad abusi sessuali. L’allarme sarebbe scattato grazie alla madre della vittima, preoccupata per la sua assenza.
Le forze dell’ordine, con l’aiuto dei vigili del fuoco, sono entrate nell’abitazione e l’avrebbero trovata terrorizzata, in stato di choc e con evidenti lividi su tutto il corpo. La giovane ha raccontato di aver subito insulti, percosse, bruciature e persino minacce di essere sfigurata con dell’acido.
Ragazza segregata in casa e stuprata dal fidanzato per dieci giorni: indagini e arresto
Stando a quanto riportato dalla testata, il 34enne sarebbe stato arrestato in flagranza e, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Le indagini hanno rivelato che la relazione tra i due era in crisi da mesi e che l’uomo esercitava violenze fisiche e psicologiche continue, arrivando a infliggere punizioni crudeli come rasature parziali dei capelli e somministrazione di sostanze per controllarla.
La ragazza è stata subito ricoverata e affidata a un centro di supporto per vittime di violenza di genere. La Procura di Sassari segue il caso con estrema cautela, valutando ulteriori sviluppi a partire dalle dichiarazioni della giovane e dagli accertamenti in corso.