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Raid Usa su Goruk e Qeshm, la risposta delle Guardie Rivoluzionarie con attacchi su Kuwait e Bahrein

Raid Usa su Goruk e Qeshm, la risposta delle Guardie Rivoluzionarie con attacchi su Kuwait e Bahrein

Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver colpito postazioni radar costiere a Goruk e sull'isola di Qeshm dopo avere abbattuto quattro droni diretti verso lo Stretto di Hormuz; le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno reagito lanciando missili e droni contro Kuwait e Bahrein e nel Libano meridionale si registrano vittime a seguito di raid aerei

La tensione nel Golfo e nelle aree limitrofe è salita alle stelle dopo una serie di attacchi e controattacchi che hanno coinvolto forze statunitensi, iraniane e israeliane. Il Comando centrale americano ha reso noto di aver abbattuto quattro droni d’attacco lanciati in direzione dello Stretto di Hormuz e di aver successivamente colpito, per ragioni di autodifesapostazioni radar costiere a Goruk e sull’isola di Qeshm.

In risposta a questi raid le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato attacchi a basi nel Golfo, indicando di aver preso di mira strutture in Kuwait e Bahrein.

Intercettazioni, lanci e danni nelle aree del Golfo

Le Forze armate statunitensi hanno comunicato che i quattro droni rappresentavano una minaccia immediata per il traffico marittimo regionale e che l’azione su Goruk e Qeshm è stata compiuta per prevenire ulteriori attacchi.

Le autorità iraniane, tuttavia, hanno definito l’azione americana una flagrante violazione del cessate il fuoco in vigore da aprile, denunciando un attacco contro la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Repubblica islamica.

In seguito ai raid, le Guardie Rivoluzionarie hanno lanciato missili e droni che hanno interessato il Kuwait e il Bahrein. Le forze kuwaitiane hanno attivato le difese aeree: secondo le autorità locali, sei dei sette missili balistici lanciati sono stati intercettati mentre l’ultimo avrebbe mancato il bersaglio.

In entrambe le nazioni si sono uditi scoppi e, in Bahrein, sono tempestivamente suonate le sirene di allarme; i voli sono stati sospesi e i residenti invitati a cercare riparo.

Vittime nel sud del Libano e ordini di evacuazione

Parallelamente agli scontri nella regione del Golfo, il Libano meridionale ha vissuto una giornata drammatica: i raid aerei nella zona hanno causato complessivamente la morte di nove personetra cui tre membri dell’esercito libanese. Un attacco contro un veicolo sulla strada che collega Nabatieh a Marjayoun ha ucciso un generale di brigata, un capitano e un soldato; un altro bombardamento nel villaggio di Saksakiyah ha provocato sei morti e quattro feriti. Di fronte all’escalation, le Forze di Difesa israeliane hanno ordinato l’evacuazione immediata di cinque località del Libano meridionale — AaramtaMachgharaKafr HounaSejoud e Ansariyeh — invitando gli abitanti a spostarsi a nord del fiume Zahrani per le operazioni militari contro Hezbollah.

L’esercito libanese ha poi comunicato che diversi soldati sono rimasti uccisi in un attacco contro un veicolo tra Khardali e Nabatiehdefinendo l’azione «barbarica». In questo clima, il ministro degli Esteri iraniano ha esortato il presidente libanese a considerare la minaccia principale rappresentata da Israele, richiamando l’attenzione sulla necessità di tutelare il Paese dagli attacchi esterni.

Accuse e reazioni diplomatiche nella regione

Il ministero degli Affari Esteri del Kuwait ha espresso una ferma condanna per le aggressioni iraniane contro il Bahrein, definendole un atteggiamento che mina la sicurezza e la stabilità regionale e rappresenta un diretto attacco alla popolazione. Il Bahrein ha a sua volta bollato gli attacchi come una palese violazione della sovranità. Le autorità kuwaitiane hanno sottolineato che la sicurezza dei membri del Consiglio di cooperazione del Golfo è interconnessa e che tali episodi costituiscono un’escalation di estrema gravità.

Altri sviluppi e ricadute internazionali

Nel contesto della crisi diplomatica, il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha criticato l’uso dei rapporti internazionali sulle installazioni nucleari come strumenti politici, sostenendo che la perdita di supervisione dell’AIEA sugli impianti iraniani sia legata agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele. Intanto, è attesa una visita a Teheran del ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Raza Naqviche potrebbe fungere da mediatore nelle tensioni tra Iran e Stati Uniti.

Sul fronte dell’occupazione e delle regole d’ingaggio, è stato inoltre riferito un episodio a Hebron: il padre di un bambino di 7 mesi ucciso da un colpo di un soldato dell’Idf ha sostenuto che l’auto della famiglia fosse ferma quando è stato sparato da una distanza di circa 10 metrimentre le autorità militari hanno affermato che il veicolo aveva accelerato in direzione delle truppe; un’indagine preliminare ha indicato che i feriti erano «civili non coinvolti» e il caso è stato sottoposto a revisione.

In sintesi, la sequenza di abbattimenti, attacchi radar e rappresaglie missilistiche ha innescato una catena di reazioni militari e diplomatiche che interessa più punti sensibili: GorukQeshmlo Stretto di Hormuzil Kuwaitil Bahrein e il sud del Libano. La situazione rimane fluida, con implicazioni per la sicurezza regionale e per le relazioni tra le potenze coinvolte.

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