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Referendum Giustizia, vince il No: la mappa di un’Italia divisa tra Nord e Sud

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Il referendum sulla giustizia segna la vittoria del No, con un risultato che riflette un’Italia divisa e il peso delle grandi città.

Il referendum sulla giustizia restituisce un quadro chiaro: il No prevale nella maggior parte del Paese, sostenuto in modo decisivo dal voto delle grandi città. La distribuzione territoriale evidenzia forti differenze regionali, ma conferma il ruolo centrale dei centri urbani nel determinare l’esito finale. Ecco tutti i dettagli.

Referendum Giustizia, Nord diviso e affluenza variabile: i dettagli regione per regione

Nel Nord Italia il quadro è più articolato, con alcune regioni che sostengono la riforma. Il Sì prevale in Veneto con il 58,41%, in Friuli Venezia Giulia con il 54,47% e in Lombardia con il 53,56%, anche se nei principali centri urbani spesso si afferma il No: a Venezia, ad esempio, raggiunge il 55,1%, mentre a Milano domina nonostante il risultato regionale. In Friuli Venezia Giulia il No risulta avanti nei capoluoghi e nelle province di Trieste e Gorizia.

Il No resta invece maggioritario in diverse regioni settentrionali: in Emilia-Romagna raggiunge il 57,25% con Bologna al 68,1%, nonostante il Sì prevalga a Ferrara e Piacenza (e nella città di Piacenza con il 51,2%). In Liguria il No è al 57,03%, con Genova al 64%, mentre il Sì si afferma nella provincia di Imperia. In Piemonte il No arriva al 53,50%, trascinato da Torino con il 64,76%, mentre il Sì domina nelle altre province, con Vercelli al 55,7%. In Valle d’Aosta il margine è ridotto, con il No al 51,81% e Aosta al 55%. In Trentino-Alto Adige il confronto è quasi in equilibrio: No al 50,59% e Sì al 49,41%, anche se a Trento il No raggiunge il 60%.

Sul fronte della partecipazione emergono forti differenze: l’Emilia-Romagna registra il dato più alto con il 66,6%, seguita da Toscana (66,2%) e Umbria (65%), mentre la Sicilia si colloca all’ultimo posto con il 46,1%. In alcune regioni si raggiungono picchi locali elevati, come in Abruzzo dove l’affluenza arriva al 70% in undici comuni.

Referendum Giustizia, il No domina nelle grandi città: la fotografia del voto

L’esito del referendum sulla giustizia evidenzia una netta prevalenza del No, capace di imporsi nella maggior parte delle regioni italiane, mentre il Sì resta minoritario e si afferma solo in poche aree. Il quadro territoriale appare articolato, ma con una costante ben visibile: il peso decisivo delle grandi città, spesso determinanti nel ribaltare o consolidare il risultato regionale.

Al Sud il rifiuto della riforma è particolarmente marcato. In Campania il No raggiunge il 65,22%, con Napoli che tocca il 71,47% (e arriva fino al 75,4% secondo altri dati), segnando il valore più alto tra i capoluoghi. In Basilicata il No si attesta al 60,03%, con Potenza in linea e Matera al 68,2%. In Calabria il No ottiene il 57,26%, superando il 60% a Catanzaro, mentre a Reggio Calabria prevale il Sì con il 50,8%. In Puglia il No raggiunge il 57,14% e supera il 60% a Bari, mentre in Molise si ferma al 54,70% con Campobasso al 58,6%. In Sicilia il No arriva al 60,98% e a Palermo tocca il 68,94%.

Al Centro Italia si conferma la prevalenza del No, anche se con differenze più contenute. In Toscana si registra il 58,16%, con Firenze al 66,5%. In Umbria il No raggiunge il 51,68% e supera il 55% a Perugia. Nelle Marche il risultato è del 53,74%, con Ancona al 61,5%, mentre il Sì prevale solo nella provincia di Macerata. In Abruzzo il No arriva al 51,77%, con L’Aquila al 52,3%, anche se nel complesso provinciale emergono aree favorevoli al Sì. Nel Lazio il No si attesta al 54,59%, trainato da Roma con il 60,31%, mentre nelle altre province prevale il Sì. In Sardegna il No conquista il 59,44%, superando il 61% a Cagliari.