> > Russia, possibile ritorno del gas in Europa: il Cremlino risponde a Salvini

Russia, possibile ritorno del gas in Europa: il Cremlino risponde a Salvini

Russia, possibile ritorno del gas in Europa: il Cremlino risponde a Salvini

La Russia apre al ritorno del gas in Europa dopo le parole di Salvini, mentre i prezzi restano alti. Ecco cosa sta succedendo.

Russia e Salvini al centro del confronto sul gas: il Cremlino non esclude una ripresa delle forniture verso l’Europa dopo le dichiarazioni del vicepremier.

Prezzo del gas ai massimi dal 2022 e nuovi rischi per le bollette

Il prezzo del gas in Europa è quasi triplicato dalla fine di febbraio. Dopo l’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, il Ttf di Amsterdam è passato dai 31,4 euro al megawattora del 27 febbraio agli 81,2 euro del 14 settembre, raggiungendo i livelli più alti dalla fine del 2022.

A spingere le quotazioni sono soprattutto la riduzione delle forniture dal Golfo Persico e l’aumento della domanda europea in vista dell’inverno. L’Italia dispone di stoccaggi quasi pieni, ma resta esposta alle oscillazioni del mercato internazionale. A pesare sulle bollette saranno soprattutto gli aumenti della materia prima per chi ha contratti a prezzo variabile, mentre le tariffe fisse resteranno invariate fino alla scadenza delle condizioni previste.

Possibili effetti anche sull’elettricità, dal momento che il gas continua ad avere un ruolo importante nella formazione dei prezzi energetici italiani.

“Ritorno del gas in Europa?”. La Russia risponde al ministro Salvini

Il Cremlino lascia aperta la possibilità di un ritorno del gas russo sul mercato europeo, scenario evocato anche dal vicepremier Matteo Salvini in vista della fine della guerra in Ucraina.

Mosca, tuttavia, lega qualsiasi eventuale ripresa delle forniture a valutazioni strettamente economiche e alla capacità di garantire quantità sufficienti. Il portavoce Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Interfax, ha definito il tema una questione commerciale, sottolineando la necessità di capire se queste forniture sono redditizie e se riusciamo a garantire i volumi di gas necessari, dato che molti volumi sono già stati dirottati verso destinazioni alternative. Nel caso in cui entrambe le condizioni fossero soddisfatte, ha aggiunto, allora è assolutamente possibile discuterne.

Sulla stessa linea è intervenuto l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov, commentando l’incontro avvenuto a Milano tra Salvini e alcuni rappresentanti delle imprese italiane ancora operative in Russia. Per il diplomatico, la riunione rappresenterebbe la prova dell’inizio del ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso. Paramonov sostiene inoltre che il dibattito sui rapporti economici con Mosca stia tornando progressivamente al centro dell’attenzione politica e imprenditoriale italiana. Secondo l’ambasciatore, la cooperazione energetica tra Russia e Italia è praticamente completamente cessata, mentre gli scambi commerciali si sarebbero ridotti di quasi dieci volte.

A suo giudizio, sarebbe difficile sostituire rapidamente sia le risorse energetiche russe acquistate in passato a prezzi di mercato sia gli sbocchi commerciali perduti dalle imprese italiane. Il diplomatico arriva quindi a sostenere che si scopre che l’Italia sta iniziando a tornare alla ragione, interpretando il crescente confronto pubblico come il segnale di una possibile futura ricostruzione dei rapporti economici con Mosca.

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