La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta di Donald Trump di imporre nuove restrizioni sul voto per corrispondenza, una decisione che potrebbe avere un impatto significativo sulle elezioni di medio termine previste per novembre. La sentenza, emessa lunedì, rappresenta un duro colpo per gli sforzi del presidente di modificare le regole elettorali.
Il voto per corrispondenza, una pratica consolidata da decenni, ha dimostrato di aumentare l’affluenza alle urne e attualmente rappresenta un terzo di tutti i voti espressi negli Stati Uniti. Otto stati, tra cui California, Colorado e Washington, permettono già di votare interamente per corrispondenza.
Le motivazioni della Corte Suprema
La Corte Suprema, con una maggioranza conservatrice, ha deciso di non sollevare l’ordinanza del giudice distrettuale Indira Talwani, che aveva bloccato l’ordinanza esecutiva di Trump.
In una breve ordinanza scritta, la Corte ha notato che l’amministrazione avrebbe probabilmente fallito nel tentativo di limitare il voto per corrispondenza prima delle elezioni di medio termine.
Il giudice Brett Kavanaugh, nominato da Trump, ha votato con la maggioranza contro l’amministrazione, anche se ha indicato che potrebbe sostenere la politica in un momento successivo.
I giudici Samuel Alito e Clarence Thomas hanno espresso parere contrario.
Le critiche al piano di Trump
Critici hanno a lungo avvertito che limitare il voto per corrispondenza potrebbe privare del diritto di voto alcuni elettori che tradizionalmente si affidano a questo metodo. Inoltre, la decisione potrebbe interrompere la distribuzione delle schede elettorali, poiché alcuni stati, tra cui Alabama, North Carolina e Wisconsin, hanno già iniziato a inviare le schede per le elezioni di medio termine.
Le reazioni delle parti coinvolte
Il senatore democratico Richard Blumenthal ha affermato che il sistema adottato dall’US Postal Service potrebbe privare milioni di americani del loro diritto di voto. Tuttavia, un portavoce dell’US Postal Service ha sostenuto che il sistema funzionerebbe correttamente, assicurando che le schede elettorali sarebbero gestite in modo sicuro e affidabile.
Il contesto storico e politico
Trump ha ripetutamente messo in dubbio la sicurezza del voto per corrispondenza, citando false affermazioni di frodi elettorali diffuse. Nonostante ciò, il presidente ha votato per corrispondenza anche durante le elezioni del 2024. Il voto per corrispondenza è stato particolarmente rilevante durante la pandemia di COVID-19, quando molte modifiche sono state apportate per espanderne l’uso.
L’ordinanza esecutiva di Trump, firmata a, richiedeva che l’US Postal Service progettasse nuove buste con codici a barre speciali per garantire che le schede elettorali fossero inviate solo a elettori idonei. Tuttavia, la Corte Suprema ha ritenuto che l’applicazione di questa regola così vicino alle elezioni sarebbe stata arbitraria e capricciosa, violando il Administrative Procedure Act.
La decisione della Corte Suprema rappresenta un importante ostacolo per gli sforzi dell’amministrazione Trump di imporre un maggiore controllo federale sulle elezioni. Il tentativo di Trump di promuovere il SAVE America Act, che prevede ampie modifiche alle leggi elettorali, è rimasto bloccato al Senato a causa dell’opposizione di molti repubblicani preoccupati per il possibile disenfranchisement di milioni di elettori.
