Il caro carburanti continua a preoccupare il governo, che valuta nuove misure per alleggerire i costi di automobilisti e imprese. Sul tavolo ci sono una nuova proroga del taglio delle accise sul diesel e, per il futuro, uno sconto sul bollo auto più mirato.
Caro carburanti, nuova possibile proroga del taglio accise sul diesel? I retroscena politici
Il caro carburanti resta al centro dell’agenda del governo, che si prepara a intervenire ancora una volta per contenere l’aumento dei prezzi alla pompa. Nel Consiglio dei ministri del 16 settembre dovrebbe arrivare una nuova proroga del taglio delle accise sul gasolio, attualmente valido fino al 17 settembre. Il decreto legge n.
157 del 10 settembre ha infatti mantenuto l’aliquota a 532,90 euro per mille litri, con un beneficio complessivo, considerando anche l’Iva, di circa 17 centesimi al litro. Lo stesso trattamento riguarda biodiesel e gasoli paraffinici, mentre è stato esteso a settembre anche il credito d’imposta per le imprese di autotrasporto.
L’ipotesi su cui stanno lavorando i tecnici del ministero dell’Economia prevede un nuovo intervento limitato a 7-10 giorni, una scelta legata soprattutto all’incertezza dello scenario internazionale e all’andamento delle quotazioni petrolifere.
Le tensioni geopolitiche continuano infatti a spingere il costo della materia prima, riducendo l’effetto degli sgravi fiscali.
Al 15 settembre la benzina self ha raggiunto in media 2,120 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 2,231 euro; in autostrada si arriva rispettivamente a 2,212 e 2,313 euro. Per il momento lo sconto interessa soltanto il diesel, ma il rialzo della benzina, ormai stabilmente sopra i due euro, potrebbe spingere l’esecutivo a valutare un intervento anche su questo fronte. Le proroghe varate dall’inizio della crisi hanno comportato una spesa complessiva vicina ai 2,7 miliardi di euro, ma il governo continua a considerarle una soluzione temporanea, in attesa di poter passare ad aiuti più selettivi.
Dal bollo auto agli aiuti mirati: le soluzioni allo studio per il 2027
Un passaggio importante sarà il 22 settembre, quando l’Istat pubblicherà l’aggiornamento sui dati relativi a Pil e indebitamento delle amministrazioni pubbliche. I nuovi numeri aiuteranno a chiarire i margini di finanza pubblica a disposizione dell’esecutivo, anche in vista della legge di Bilancio 2027, che dovrà essere delineata nelle settimane successive.
Proprio nella manovra potrebbe trovare spazio una misura alternativa al taglio generalizzato delle accise: uno sconto sul bollo auto destinato sia agli automobilisti sia alle partite Iva che utilizzano uno o più veicoli per lavorare. L’agevolazione, secondo le ipotesi allo studio, sarebbe riservata a chi è in regola con i pagamenti e avrebbe un valore maggiore per le auto di piccola cilindrata, diminuendo progressivamente all’aumentare della potenza del veicolo fino ad azzerarsi per Suv, ammiraglie e modelli di fascia superiore.
La stessa premier Giorgia Meloni ha riconosciuto i limiti dello sconto generalizzato, osservando che finisce per favorire anche “chi non ne ha bisogno o viene dalla Francia a fare benzina in Italia”. Resta invece ancora in sospeso il progetto di un bonus carburanti mirato: la Lega chiede di includere le partite Iva, mentre Forza Italia punta ad allargare gli aiuti anche ai pensionati, con un conseguente aumento delle risorse necessarie. Anche per questo lo sconto sul bollo potrebbe rappresentare una soluzione alternativa, ma difficilmente avrebbe effetti immediati: se inserito nella prossima legge di Bilancio, potrebbe partire soltanto dal 2027, mentre nell’immediato il governo sembra intenzionato a continuare con le proroghe delle accise.
