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Russia riduce i divieti professionali per le donne e affronta un deficit di lavoratori

Russia riduce i divieti professionali per le donne e affronta un deficit di lavoratori

Il governo russo intende accorciare ancora la lista di professioni vietate alle donne, citando cambiamenti tecnologici e sicurezza, in un contesto di grave carenza di manodopera stimata tra 1,5 e 3,1 milioni di persone e di riduzione della forza lavoro disponibile a 4,4 milioni.

Negli ultimi anni la Russia ha avviato una revisione delle norme che limitavano l’accesso delle donne a numerose professioni ritenute pericolose o eccessivamente impegnative fisicamente. In questo contesto, il governo ha annunciato l’intenzione di ridurre ulteriormente la lista delle occupazioni proibite alle donne, collegando il provvedimento ai progressi nella digitalizzazione e all’adozione di metodi produttivi più sicuri che cambiano le caratteristiche del lavoro.

La misura è stata esplicitata da Olga Batalina prima vicedirettrice del Ministero del Lavoro e della Protezione Sociale, che ha sottolineato come alcune professioni tradizionalmente maschili stiano diventando accessibili anche alle donne grazie alle trasformazioni tecnologiche e organizzative del lavoro. Tra le novità pratiche citate c’è la recente nomina del primo macchinista ferroviario donna in Russia, indicata come esempio di questi mutamenti.

Taglio delle restrizioni: da 456 a 100 professioni e il piano al 2027

La lista delle occupazioni proibite alle donne è stata oggetto di una significativa riduzione nel corso del tempo: da 456 a 100 voci nella revisione del 2026. Le restrizioni ancora vigenti riguardano specifici settori come produzione chimicaminieremetallurgia estrazione di petrolio e gas attività di trivellazione e varie occupazioni radiotecniche e di stampa, indicate per il rischio o l’impatto sulla salute riproduttiva.

Il governo ha approvato una roadmap inserita nella strategia nazionale per lo sviluppo delle imprese che prevede un’ulteriore riduzione della lista entro il 2027. Per concretizzare il cambiamento saranno necessarie modifiche a un ordine del Ministero del Lavoro che definisce le professioni con condizioni di lavoro nocive.

Carenza di lavoratori: stime e dinamiche alla base del problema

La decisione di allargare l’accesso delle donne a più professioni si inscrive in un quadro più ampio: la Russia affronta una grave carenza di manodopera. Diversi studi e stime citano numeri rilevanti: una valutazione parla di un deficit di circa 1,5 milioni di lavoratori, mentre ricerche condotte dalla Higher School of Economics indicano una carenza pari a 2,6 milioni. Il Ministero del Lavoro ha previsto che il divario potrebbe arrivare a 3,1 milioni entro il 2030.

Riduzione della forza lavoro disponibile e stime di FinExpertiza

Allo stesso tempo, la riserva di manodopera utilizzabile si è contratta. L’audit e società di consulenza FinExpertiza stima che il numero di persone disponibili per entrare nel mercato del lavoro sia diminuito del 40% rispetto al 2026, arrivando a 4,4 milioni. Questa contrazione limita la capacità del sistema produttivo di compensare uscite e assenze.

Fattori che hanno aggravato la scarsità: mobilitazione, emigrazione e migrazioni

Tra le cause strutturali della carenza emerge la combinazione di mobilitazione militare, esodi di popolazione e una diminuzione dei migranti lavorativi a seguito di regole più rigide. Secondo il demografo Igor Yefremov la mobilitazione e il reclutamento legati al conflitto hanno interessato circa 1,7 milioni di persone tra il 2026 e il 2026 incidendo in modo rilevante sulla forza lavoro effettiva.

Yefremov stima inoltre che tra 600.000 e oltre 1 milione di persone abbiano lasciato il paese dall’inizio del conflitto, mentre il numero dei lavoratori migranti si è ridotto di circa 1 milione. Questi flussi hanno alterato l’offerta di lavoro in settori come l’industria manifatturiera e il commercio al dettaglio.

Proposte per ampliare la disponibilità di manodopera

Per far fronte alla carenza sono state avanzate diverse proposte concrete: la commissaria per i diritti dei minori, Olga Yaroslavskaya ha suggerito di permettere ai ragazzi a partire dai 12 anni di svolgere lavori estivi ufficiali, mentre il vice primo ministro Denis Manturov ha dichiarato che il paese è pronto ad accogliere un numero potenzialmente illimitato di lavoratori migranti dall’India per coprire posti vacanti nella manifattura e nella vendita al dettaglio. Queste proposte illustrano un approccio multiforme che combina modifiche normative interne e politiche migratorie.

In questo quadro, la revisione delle restrizioni alle donne costituisce una delle leve intraprese per ampliare l’offerta di lavoro interna e adattare il mercato del lavoro ai cambiamenti tecnologici e demografici che stanno rimodellando l’economia russa.

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