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Russiagate, consigliere economico di Trump testimonierà in Senato

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Il consigliere economico degli Stati Uniti testimonierà al Senato nell'ambito delle indagini parlamentari svolte per quanto riguarda il caso del Russiagate.

Il consigliere economico degli Stati Uniti, Michael Cohen, testimonierà al Senato nell’ambito delle indagini parlamentari svolte per quanto riguarda il caso del Russiagate.

Michael Cohen, consigliere economico Usa, testimonierà sul caso del Russiagate

Michael, Cohen, consigliere economico degli Stati Uniti, testimonierà davanti al Senato nell’ambito dell’inchiesta che riguarda il caso del Russiagate.

A riferire tale notizia è stato lo stesso consigliere economico della Casa Bianca, che ha confermato di fatto la voce che era stata riportata dalla Nbc.

In particolar modo, l’audizione è prevista per la giornata di martedì. Ma ancora non si sa se sarà a porte chiuse o aperta al pubblica. Già in passato, comunque, Cohen, che è uno dei più stretti collaboratori del Presidente degli Usa Donald Trump, aveva ammesso di aver ricevuto un avviso di comparizione da almeno una delle commissioni parlamentari che stanno indagando sul caso del Russiagate.

Nei giorni scorsi è toccato invece al figlio del Presidente, Donald Trump Jr, a testimoniare a porte chiuse davanti alla commissione di giustizia del Senato.

Russiagate, possibile patto tra Trump e Assange

Secondo quanto riportato dai media americani, in particolar modo dl Wall Street Journal, non è da scartare l’ipotesi di un possibile patto fra due personaggi che in teoria sarebbe perfettamente incompatibili. Ovvero Donald Trump e Julian Assange. E’ questo l’ultimo risvolto del caso del Russiagate.

Che avrebbe dell’incredibile. Secondo quanto riferito dalla fonte americana, infatti, ci sarebbe anche un terzo protagonista di questa storia. Cioè un deputato repubblicano notoriamente vicino alle questioni della Russia, Dana Rohrabacher. Il quale lo scorso agosto è andato a trovare lo stesso Assange all’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove dal 2012 ha trovato rifugio per sfuggire a un mandato di cattura internazionale emesso in Svezia per violenza sessuale.

Ed è proprio qui che Rohrabacher ha prospettato ad Assange un accordo che potrebbe far comodo a Trump.

In pratica, il deputato repubblicano ha proposto l’immunità negli Stati Uniti, in cambio di una prova concreta che dimostri che non furono i russi a fare avere a WikiLeaks le mail hackerate al Democratic National Committee durante la campagna presidenziale di Hillary Clinton e che furono usate per metterla in difficoltà.

Assange non è mai stato incriminato negli Stati Uniti. Ma sa benissimo che rischierebbe grosso nel caso in cui dovesse essere tradotto in un Tribunale americano per rispondere alla pubblicazione avvenuta nel 2010 di migliaia di documenti riservati di Washington.

Per questo motivo potrebbe trattarsi di un accordo che potrebbe fare comodo a tutti.

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