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Salvini sponsor di Silvio: “Quirinale? Berlusconi fa bene a farci un pensierino”

Salvini: “Quirinale? Berlusconi fa bene a farci un pensierino. Ha fatto tanto per questo Paese e con lui la politica estera era un'altra cosa"

Matteo Salvini durante un comizio milanese

Matteo Salvini capitalizza il suo ultimo incontro a Villa Certosa e fa lo sponsor di Silvio Berlusconi ma senza cassare del tutto Mario Draghi: “Quirinale? Berlusconi fa bene a farci un pensierino”. E lo spunto a Salvini per dipingere il Cav come “uomo della Provvidenza quirinalizia” in pieno semestre bianco glie lo danno due cose che ha fatto trapelare in una sua intervista al Corriere della Sera: il vecchio ma affatto ossidato loop di un Berlusconi che in quanto potente sapeva parlare con i potenti da pari a pari e la situazione afghana che quel loop lo ha rimesso in arcione. 

Salvini, sul pensierino al Quirinale Berlusconi “fa bene”, l’assist della politica estera

Ha detto Salvini dopo aver affontato il tema talebani-profughi afghani: “Con Berlusconi la politica estera dell’Italia aveva tutt’altra credibilità”. Ovvio che un’affermazione del genere, anche a fare la tara ad un tono didascalico ci dui Salvini mai farà a meno, è un assist formidabile. Perciò quando al leader del Carroccio è stato chiesto se quella fosse una candidatura per il “Cav che potrebbe farci un pensierino” Salvini ha calato l’asso: “E ha ragione a farlo.

Ha fatto tanto per questo Paese. Nell’economia, nella comunicazione, nell’impresa, nell’innovazione”.

Sul Quirinale “Berlusconi fa bene”, parola di Matteo Salvini che però non cassa Draghi

Poi l’ha spiegata meglio secondo un asse che lui sogna da tempo; lui a Palazzo Chigi e Berlusconi al Quirinale, o lui a Palazzo Chigi e Draghi al Quirinale, o lui a Palazzo Chigi e i Teletubbies al Quirinale. Ha chiosato Salvini: “Se avesse quest’ambizione, avrebbe tutti i titoli per averla”.

Ci sono però fattori di disturbo o più semplicemente fattori fuori asse rispetto a ciò che Salvini auspica, per esempio  l’ipotesi di un Mattarella-bis e un certo Mario Draghi, tutta gente con il colleguardato dai Corazzieri ha una certa prossimità. Salvini “non disturba l’inquilino del Colle” e sul Corsera fa il saggio mainstream: “Il centrodestra dirà la sua”. E si Draghi? “Letta e Conte stanno tirando Draghi per la giacchetta.

Se Draghi lo ritenesse, sarebbe una candidatura autorevole. Ma tutti i nomi fatti adesso, sono come quelli del calciomercato estivo”. 

Il Settennato che Verrà: il Quirinale, Berlusconi che “fa bene a farci un pensierino” e Salvini che non chiude la porta

Insomma, il Settennato che Verrà è un rebus molto meno complicato di quanto non sembri ma molto più blindato di quanto non trapeli, perché mai come in questo momento l’Italia che cerca una guida istituzionale e l’Italia che cerca una rotta politica sono messe a braccetto, e in tema di rotta politica Salvini sa che non puo’ esporsi più di tanto: Giorgia Meloni non è più sparring partner da tempo, e Silvio Berlusconi non è più un anziano che gioca a fare il teen ager, ma un gagliardo vecchietto che ogni tanto “sguincia” verso il San Raffaele, perciò il mantra politico è: nessuno meni gramo, ma nessuno chiuda la porta ad uno scenario bis.

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