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Sanremo 2026 celebra la memoria: chi è Gianna Pratesi, testimone del referendum del 1946

Sanremo 2026 chi è Gianna Pratesi

Sanremo 2026: Gianna Pratesi, 105 anni tra musica, arte e memoria della nascita della Repubblica e del primo voto femminile.

Il Festival di Sanremo 2026 apre il sipario celebrando non solo la musica, ma anche la memoria e la storia italiana. Tra gli ospiti spicca Gianna Pratesi, classe 1920, testimone vivente della nascita della Repubblica e simbolo di energia, arte e resilienza, pronta a ricordarci il valore della partecipazione civile e della libertà conquistata. Ecco chi è e cosa sappiamo della grande protagonista della prima serata.

Sanremo celebra la memoria: Gianna Pratesi sul palco dell’Ariston

Gianna Pratesi, classe 1920, è l’ospite speciale della prima serata del Festival di Sanremo 2026, scelta da Carlo Conti per portare sul palco dell’Ariston un esempio unico di energia e vitalità. Nata a Chiavari, compirà 106 anni il prossimo 16 marzo e continua a dedicarsi con passione al pianoforte, alla pittura e al ballo, mantenendo uno spirito incredibilmente giovane.

Conti ha sottolineato il valore simbolico della sua partecipazione: “La sua presenza deve far riflettere i nostri giovani: la signora Gianna Pratesi rappresenta i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri partigiani che hanno liberato l’Italia dall’oppressione nazifascista e che ci hanno permesso, oggi, di goderci un evento musicale come questo”. La sua storia personale è un esempio di forza e determinazione: dopo la morte dei genitori a soli 28 anni, si trasferì in Scozia insieme alla sorella, dove incontrò il marito e gestì una gelateria per oltre vent’anni, prima di tornare a Chiavari e dedicarsi completamente alle sue passioni.

Sanremo 2026: chi è Gianna Pratesi, 105 anni e ospite d’onore del Festival

La partecipazione di Gianna Pratesi al Festival non è solo un tributo alla sua straordinaria vitalità, ma anche un richiamo alla memoria storica del nostro Paese. Gianna è stata una delle 13 milioni di donne che votarono al referendum del 2 giugno 1946, il primo in cui le donne italiane poterono esercitare il diritto di voto, contribuendo alla nascita della Repubblica italiana e alla fine della Monarchia.

Conti ha evidenziato l’importanza di questa testimonianza: “Un evento come Sanremo non può essere solo musica e spettacolo; ogni tanto deve esserci un momento per riflettere”.

La sua vita intreccia esperienze personali e momenti storici: dall’infanzia a Chiavari, agli anni trascorsi in Scozia tra lavoro e famiglia, fino al ritorno in Liguria, dove ha coltivato la musica, la lettura e l’arte. La sua presenza sull’Ariston diventa così un ponte tra passato e presente, ricordando a tutti quanto siano importanti la memoria e la partecipazione civile, soprattutto per le nuove generazioni.