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Sanremo 2026, polemiche dopo la co-conduzione di Irina Shayk: il duro attacco del senatore italiano

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Polemiche e applausi a Sanremo 2026: Irina Shayk tra musica, tradizione e attacchi da un senatore italiano. Ecco le parole condivise sui social.

La presenza di Irina Shayk al Festival di Sanremo 2026 ha acceso un dibattito pubblico: tra chi applaude la sua eleganza e il richiamo alla musica italiana e chi, come il senatore italiano, critica la scelta definendola “una rara vergogna”. Dunque, l’Ariston si conferma palco di intrattenimento ma anche di tensioni e polemiche.

Passione per la musica e visione personale di Irina Shayk

Presentata dal direttore artistico Carlo Conti come una delle “donne più belle al mondo”, Shayk ha salutato il pubblico in italiano con un semplice: “Sono felice di essere a Sanremo con tutti voi”, scherzando subito dopo di aver esaurito il proprio vocabolario nella nostra lingua. Ha poi ricordato la lunga tradizione della manifestazione, nata nel 1951, evidenziandone la storia ultradecennale e il valore simbolico per l’Italia.

Nel corso dell’intervista ha parlato del legame personale con la musica, raccontando di essere cresciuta in una famiglia dove l’arte aveva un ruolo centrale: la madre insegnava pianoforte e lei stessa ha studiato lo strumento e cantato in coro. Ha espresso grande ammirazione per la tradizione italiana, citando artiste e artisti come Laura Pausini, Mina, Anna Oxa e Adriano Celentano. Non è mancato un passaggio sul suo punto di vista riguardo alla parità di genere: “Io sono una femminista – dice – ma una femminista a modo mio”, precisando che questo non implica ostilità verso gli uomini, bensì la convinzione che le donne possiedano una forza significativa e meritino maggiore equilibrio nelle relazioni.

Sanremo in fiamme: senatore attacca la presenza di Irina Shayk

La partecipazione della top model russa Irina Shayk alla terza serata del Festival ha acceso un vivace dibattito pubblico. Come riportato dall’Adnkronos, tra le voci critiche spicca quella del senatore del Partito Democratico Filippo Sensi, che sui social ha definito l’invito una scelta discutibile, parlando di una “rara vergogna” per chi l’ha voluta sul palco, per la manifestazione e per la televisione pubblica. Al centro delle polemiche, il mancato riferimento al conflitto tra Russia e Ucraina in un momento storico particolarmente delicato.

“La presenza della modella russa a Sanremo è una rara vergogna per la direzione che l’ha scelta, per il Festival, per la Rai e per il nostro Paese, sempre più rapido a normalizzare l’assurdo della aggressione all’Ucraina”.

La modella, chiamata a ricoprire il ruolo di co-conduttrice, ha preferito mantenere una linea netta: niente dichiarazioni geopolitiche, ma solo celebrazione dello spirito della kermesse. “Non voglio dire niente di politico perché sono qui per celebrare l’amore, la musica e l’unità e per portare una grande energia positiva”. Ha ribadito di non voler entrare “in questioni politiche”, sottolineando di voler trasmettere un “messaggio di pace e amore a tutto il mondo”. Alle contestazioni ha replicato con pragmatismo: “Non ci posso fare niente. Alcuni ti amano, altri no. Sono un personaggio pubblico e devo accettarlo”.