Il governo svedese ha deciso di chiedere l’allontanamento di un funzionario dell’ambasciata iraniana a Stoccolma, accusandolo di attività incompatibili con la Convenzione di Vienna. La misura è stata accompagnata da una formale convocazione dell’ambasciatore di Teheran, segnale di un’escalation diplomatica in risposta a presunte minacce rivolte a interessi ebraici e israeliani presenti sul territorio nazionale.
Motivazioni dell’espulsione e dichiarazioni ufficiali
La Ministra degli Esteri Maria Malmer Stenergard ha spiegato che la decisione è stata presa per salvaguardare i cittadini e gli interessi svedesi, senza entrare nel merito dei dettagli operativi. Il Ministro della Giustizia Gunnar Strömmer ha poi aggiunto che l’Iran, da tempo, conduce attività che minacciano la sicurezza interna, puntando sia a dissidenti del regime sia a comunità ebraiche e israeliane.
Secondo Strömmer, il Governo iraniano fa ricorso a reti criminali per perseguire i propri obiettivi, una dinamica che la Svezia non può più tollerare.
Le accuse di SÄPO: reti criminali, minorenni e attacchi concreti
Il Servizio di Sicurezza Svedese (SÄPO) ha confermato che l’Iran utilizza proxy criminali per organizzare azioni violente sul suolo svedese.
Tra le indagini più recenti, risalenti al 2024, è emerso che gruppi di giovani reclutati da organizzazioni legate all’Iran hanno tentato di compiere atti contro l’ambasciata israeliana, inclusi sparatorie e un tentativo di attentato dinamitardo. Le autorità hanno identificato diversi sospetti con meno di 18 anni, descritti come manipolati da reti criminali che opererebbero su istruzioni di unità di intelligence iraniane.
Reclutamento di minori e meccanismi operativi
Secondo il portavoce di SÄPO, Jonathan Svensson, le agenzie iraniane sfruttano la vulnerabilità dei giovani per creare cellule operative capaci di attuare violenze mirate. Svensson ha sottolineato che tali gruppi non operano in maniera autonoma, ma sono parte di una più ampia strategia di pressione politica, volta a intimidire le comunità ebraiche e israeliane in Svezia.
Altri episodi di interferenza iraniana sul territorio svedese
Nel 2023, le forze di polizia svedesi hanno attribuito all’Iran la responsabilità di un attacco informatico contro un operatore di messaggi SMS locale. L’attacco ha generato circa 15.000 messaggi contenenti inviti alla vendetta, scatenati dalla stampa di un Corano bruciato durante proteste. Il coinvolgimento dell’IRGC (Guardia Rivoluzionaria Islamica) è stato ipotizzato dalle autorità, che hanno messo in guardia contro ulteriori tentativi di manipolazione digitale da parte di Teheran.
In assenza di una risposta ufficiale da parte del governo iraniano, Stoccolma ha mantenuto ferma la sua posizione, rafforzando le misure di sicurezza intorno ai luoghi di culto e ai centri diplomatici. Un task force dedicato alla vita ebraica ha incontrato rappresentanti delle forze dell’ordine e dell’Agenzia Svedese per la Ricerca della Difesa (FOI), al fine di coordinare progetti di protezione e vigilanza.
