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Schengen, nuova proroga dell’Italia ai controlli con la Spagna: "Inutile e vergognoso"

Schengen, nuova proroga dell’Italia ai controlli con la Spagna: "Inutile e vergognoso"

L’Italia proroga di altri 15 giorni i controlli Schengen con la Spagna. Madrid risponde allo stesso modo e attacca Roma.

Si riaccende lo scontro tra Italia e Spagna su Schengen e sui controlli alle frontiere. Roma ha deciso di prorogare di altri 15 giorni le verifiche su aerei e navi provenienti dal Paese iberico, mentre Madrid ha risposto con una misura analoga e con dure accuse al governo Meloni.

Schengen, l’Italia allunga di 15 giorni i controlli con la Spagna: dura reazione di Madrid

Prosegue la tensione tra Italia e Spagna sulla temporanea reintroduzione dei controlli nello spazio Schengen. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha disposto una nuova proroga di 15 giorni delle verifiche alle frontiere aeree e marittime con il Paese iberico, che resteranno quindi operative fino al 30 settembre. La decisione è stata comunicata alla Commissione europea e agli altri ministri dell’Interno dell’Ue e arriva dopo le valutazioni del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere.

Secondo il Viminale, continuano infatti a esserci elevati profili di rischio per la sicurezza interna e un possibile pericolo collegato a eventuali infiltrazioni terroristiche. I controlli erano stati introdotti il 1° agosto, dopo la grave crisi migratoria verificatasi a fine luglio a Ceuta, exclave spagnola in Nord Africa, e successivamente erano già stati prolungati una prima volta.

La misura non determina la chiusura dei collegamenti tra i due Paesi: le verifiche italiane sono state impostate in maniera selettiva, soprattutto nei confronti dei cittadini extra-Ue provenienti dalla Spagna, per controllarne la posizione e la validità dei documenti necessari alla circolazione nell’area Schengen.

Per i viaggiatori resta comunque necessario avere con sé un documento valido per l’espatrio.

La risposta di Madrid non si è fatta attendere: il governo di Pedro Sánchez ha deciso di estendere a sua volta per altri 15 giorni i controlli nei porti e negli aeroporti sui passeggeri provenienti dall’Italia, portandone la scadenza all’8 ottobre. La Spagna aveva introdotto le verifiche l’8 agosto, dopo la prima decisione di Roma, e le aveva successivamente prorogate.

Albares attacca Roma, Tajani replica: “Reazione fuori luogo”

Alla questione delle frontiere si è affiancato un duro confronto diplomatico. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito la scelta italiana assurda, inutile e una vergogna, sostenendo che possa compromettere lo spirito di collaborazione tra i Paesi europei. Il capo della diplomazia spagnola ha inoltre accusato Giorgia Meloni e Antonio Tajani di comportarsi più secondo logiche di politica interna che da “leader europei all’altezza della situazione”. Albares ha ricordato anche la solidarietà offerta dalla Spagna all’Italia durante la precedente emergenza migratoria di Lampedusa e ha sostenuto che la risposta alla pressione migratoria debba basarsi sulla cooperazione tra gli Stati membri.

A replicare è stato Tajani, secondo il quale il provvedimento non avrebbe finalità politiche nei confronti di Madrid, ma risponderebbe esclusivamente all’esigenza di tutelare la sicurezza. Il nostro problema è garantire la sicurezza interna e delle frontiere, ha spiegato il ministro, definendo poi la reazione spagnola fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva.

Sullo sfondo resta anche il dossier con la Slovenia: il governo italiano sta valutando la possibilità di sostituire, alla scadenza della proroga prevista il 18 dicembre, la sospensione dei normali meccanismi Schengen con misure alternative concordate per rafforzare la sicurezza e contrastare l’immigrazione irregolare. Diversa la lettura arrivata da Bruxelles sulla crisi di Ceuta. Il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione Magnus Brunner ha sottolineato che gran parte delle persone entrate nell’exclave è successivamente rientrata in Marocco, ridimensionando le conseguenze dirette per lo spazio Schengen.

Intanto Giorgia Meloni ha avuto un colloquio con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, accogliendo positivamente la decisione di inserire nell’agenda europea un confronto strategico sull’immigrazione. Palazzo Chigi ha indicato tra le priorità il rafforzamento del controllo delle frontiere esterne dell’Unione e una maggiore collaborazione con i Paesi di origine e di transito dei flussi migratori.

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