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Sciopero dei benzinai, Giustizia, autonomia: i nodi da sciogliere per il Governo Meloni

Giorgia Meloni

Dopo lo sciopero dei benzinai c'è il tema della Giustizia ed il faccia a faccia con Carlo Nordio, poi l'autonomia con il pressing di Matteo Salvini

Sciopero dei benzinai, Giustizia, autonomia: sono questi i nodi da sciogliere per il Governo Meloni e i dossier sul tavolo della premier sono forieri di problemi che potrebbero innescare piccoli “tilt” nell’esecutivo a breve e medio termine.

L’esordio è quello del sesto decreto sulle armi all’Ucraina, su cui pende l’atteggiamento “poco convinto” della Lega.

Sciopero dei benzinai, giustizia, autonomia

Ma ci sono problemi più imminenti come lo sciopero dei benzinai innescato dalla linea del governo. Non confermando i tagli sulle accise il governo ha rimesso i prezzi alti dei carburanti al centro dei temi forti e un atteggiamento per cui la “colpa” era stata anche attribuita alla categoria aveva fatto scaturire la due giorni di sciopero del 25 e del 26.

Lì i problemi rischiano di diventare tanti perché il governo è visto “colpevole” due volte: per non aver mantenuto i tagli alle accise e per aver “fomentato” la categoria. C’è poi il problema giustizia. Con l’arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro le dichiarazioni del Guardasigilli Nordio non erano piaciute e la premier era stata costretta a smentire la lettura per cui forse non erano piaciute molto neanche a lei, tanto che in settimana Meloni vedrà proprio il ministro e lo ha annunciato.

L’incontro con Nordio per chiarire tutto

Il tema intercettazioni è rovente a prescindere e la questione è tutta la appianare insomma. Poi c’è il nodo dell’autonomia: la Lega spinge e spinge molto, con Matteo Salvini che rilascia dichiarazioni a raffica, ma l’antica questione di una riforma che creerebbe discrimini pericolosi per la leader di un partito che al Sud ha sempre guardato e “pescato” pende come una spada di Damocle.