> > Scoppio del carro a Firenze: storia, volo della colombina e Brindellone

Scoppio del carro a Firenze: storia, volo della colombina e Brindellone

Scoppio del carro a Firenze: storia, volo della colombina e Brindellone

A Firenze la colombina parte dall'altare del Duomo e, se torna senza intoppi, porta speranza e buoni raccolti: una tradizione che unisce storia, rito religioso e teatro popolare

La mattina di Pasqua a Firenze si rinnova un rituale che attraversa secoli: lo Scoppio del Carro. In piazza Duomo, davanti a migliaia di persone tra fiorentini e turisti, prende vita una cerimonia che mescola fede, memoria storica e spettacolo popolare. L’elemento più atteso è il volo della colombina, un congegno pirotecnico che dal sagrato della Cattedrale corre lungo un cavo per raggiungere il carro detto Brindellone, provocandone l’esplosione controllata di petardi e fuochi d’artificio.

Il cuore della cerimonia: il volo della colombina

Il momento culminante è sempre il passaggio della colombina dall’altare maggiore alla piazza: l’accensione avviene all’interno del Duomo con il cero santo, gesto eseguito dall’arcivescovo, che nel 2026 è monsignor Gherardo Gambelli. Se la colombina raggiunge il Brindellone e ritorna lungo la navata senza intoppi, la tradizione interpreta l’esito come segno di speranza e di prosperità per i raccolti. In una giornata di sole la scena si carica di attese: la piazza piena, il corteo storico, i suoni dei musici e il fragore dei fuochi pirotecnici compongono un rituale corale che si rinnova ogni anno.

Come funziona la colombina

La colombina è un dispositivo fissato a un razzo che percorre il cavo sospeso fra il Duomo e il carro; al suo scatto contribuisce il fuoco benedetto acceso durante la veglia pasquale. Il percorso è calibrato con precisione tecnica per attivare i mortaretti sistemati sul Brindellone al momento del contatto finale: il risultato è uno spettacolo pirotecnico che tradizionalmente annunciava la rinascita e la resurrezione. Oggi l’aspetto simbolico convive con misure di sicurezza e controlli logistici che garantiscono lo svolgimento in condizioni protette.

Radici storiche e significato collettivo

Le origini del rito sono legate al ritorno da Gerusalemme del capitano fiorentino Pazzino dei Pazzi, e vengono fatte risalire alla fine dell’XI secolo (1099/1101), episodio che ha dato vita alla diffusione del fuoco santo in città. Secondo la tradizione, le pietre focaie riportate dal Santo Sepolcro permisero di ricavare una scintilla che veniva distribuita alle famiglie per riaccendere il focolare domestico: un gesto simbolico di rinascita. Col tempo la cerimonia si è trasformata in una festa civica che rappresenta un nodo forte dell’identità fiorentina, tra devozione e orgoglio comunitario.

Il Brindellone e il corteo storico

Il carro, detto Brindellone, è una struttura imponente che ogni Pasqua viene condotta in piazza Duomo scortata dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina: armigeri, musici e sbandieratori, circa 150 figure in costume, accompagnano la marcia dal deposito di via il Prato. Per la festa il carro è trainato da quattro buoi agghindati; la forma attuale del Brindellone risale a ricostruzioni storiche e a consolidamenti avvenuti nei secoli, con l’intento di renderlo più solido agli effetti dei fuochi.

Programma e presenze istituzionali

Nel calendario delle celebrazioni, oltre allo scoppio vera e propria, si svolgono la veglia del Sabato Santo e la messa domenicale in Duomo: la processione per il recupero delle Pietre del Santo Sepolcro apre simbolicamente la rievocazione, mentre la domenica mattina il Brindellone arriva alle Cascine e, trainato al centro storico, viene posizionato tra Battistero e Cattedrale. Domenica 5 aprile 2026 la cerimonia ha visto la partecipazione delle autorità cittadine, tra cui la sindaca Sara Funaro e il presidente della Regione Eugenio Giani, oltre alle benedizioni e celebrazioni religiose officiate dall’arcivescovo.

Aspetti logistici e sicurezza

L’organizzazione prevede un sistema di regolazioni della viabilità e controlli per gestire la folla: aree transennate, presidi di polizia e squadre tecniche si coordinano per garantire che il volo della colombina e lo scoppio del Brindellone avvengano in sicurezza. Le pietre focaie e il fuoco santo mantengono il valore simbolico, mentre l’intera macchina organizzativa adatta la tradizione a norme moderne, preservandone l’integrità storica senza rinunciare alla spettacolarità che affascina pubblico locale e visitatori internazionali.