Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha ricevuto una scorta dopo aver ricevuto minacce di morte sui social network. Le minacce sono arrivate in seguito alla manifestazione organizzata in memoria di Abderrahim Fakir, morto domenica scorsa durante un intervento della polizia. La Prefettura di Bologna ha deciso di assegnare la scorta a Lepore per garantire la sua sicurezza.
La decisione è stata presa dopo che Lepore ha presentato una denuncia-querela alla Questura di Bologna per le minacce ricevute. Tra i messaggi minacciosi, uno riportava la frase: “Lepore ti vogliamo come Fakir”. L’avvocato della famiglia di Fakir, Fabio Anselmo, ha espresso solidarietà a Lepore, sottolineando che “la fine di Fakir non si può augurare a nessuno”.
Le minacce e la denuncia di Lepore
Le minacce sono arrivate dopo la manifestazione di lunedì scorso in piazza Nettuno, che si era svolta in maniera pacifica finché in serata un gruppo di manifestanti si era scontrato violentemente con la polizia. Lepore aveva subito preso le distanze dai disordini, ma sui social e in privato aveva ricevuto dure critiche e minacce per la sua decisione di organizzare il presidio.
Anche vari esponenti del governo di Giorgia Meloni lo avevano apertamente criticato.
Lepore ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine dopo aver ricevuto numerosi messaggi dal contenuto minaccioso, pubblicati sui social network e inviati anche in forma privata. Alcuni messaggi contenevano riferimenti circostanziati, tra cui l’indirizzo del sindaco. La denuncia-querela è stata presentata venerdì 24 luglio alla Questura di Bologna.
La morte di Abderrahim Fakir e le indagini
Abderrahim Fakir, 42 anni e di origini marocchine, è morto domenica scorsa durante un intervento in cui era stato immobilizzato a terra da due agenti di polizia per diversi minuti. La procura di Bologna sta indagando per omicidio colposo. Sabato è stato diffuso un video in cui si vede una chiazza di sangue sotto la testa di Fakir, ormai morto. L’avvocato dei suoi familiari, Fabio Anselmo, ha dichiarato che “prima di essere sbattuto per terra il volto e la testa di Fakir erano integri”.
La manifestazione in memoria di Fakir ha scatenato una serie di reazioni contrastanti. Mentre alcuni hanno espresso solidarietà alla famiglia di Fakir, altri hanno criticato la decisione di Lepore di organizzare il presidio. Le minacce ricevute da Lepore riflettono la tensione e la polarizzazione che hanno seguito la morte di Fakir e i successivi disordini.
La scorta e le misure di sicurezza
La scorta assegnata a Lepore sarà composta da uno o più agenti della guardia di finanza durante i suoi spostamenti. Secondo quanto riportato, ci sarà anche un’auto non blindata. La Prefettura di Bologna sta definendo i dettagli della scorta, che dovrebbe attivarsi nei prossimi giorni.
La decisione di assegnare la scorta a Lepore è un segnale della gravità delle minacce ricevute. Le autorità stanno prendendo tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del sindaco e prevenire eventuali attacchi. La situazione rimane sotto stretta osservazione, con le indagini in corso sulla morte di Fakir e le conseguenti reazioni pubbliche.
