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No Tav in Val di Susa: aggressioni e incendi durante la manifestazione

No Tav in Val di Susa: aggressioni e incendi durante la manifestazione

Manifestanti No Tav hanno attaccato il cantiere della Tav a Chiomonte, lanciando pietre e bombe carta contro le forze dell'ordine.

Sabato 25 luglio, la Val di Susa è stata teatro di violenti scontri tra manifestanti No Tav e forze dell’ordine. La protesta, partita da Venaus, ha visto circa 20mila partecipanti secondo gli organizzatori, ma solo una parte di loro ha preso parte agli attacchi al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte.

Gli scontri sono iniziati nel pomeriggio, con centinaia di manifestanti che hanno cercato di raggiungere il cantiere.

Vestiti di nero e con il volto coperto, hanno lanciato pietre, bulloni, razzi e bombe carta contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti.

L’attacco al cantiere di Chiomonte

Il cantiere della Torino-Lione è stato attaccato su più fronti. Un gruppo di circa un centinaio di manifestanti è stato bloccato dalla polizia tra due rivi, mentre un altro gruppo più numeroso è stato fermato a Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno.

Nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine, alcuni manifestanti sono riusciti a entrare nel cantiere, incendiando quattro mezzi di servizio, tra cui due dei carabinieri e due della guardia di finanza.

Secondo Domenico Pianese, segretario generale del Coisp i feriti tra le forze dell’ordine sono circa 60, ma il numero è destinato ad aumentare.

Tra i feriti, 16 finanzieri e sette carabinieri. Le forze dell’ordine hanno dovuto fare fronte a lanci di molotov e attacchi su più fronti, mentre i manifestanti si sono ritirati tra i boschi dopo gli scontri.

Le reazioni delle istituzioni

La premier Giorgia Meloni ha condannato duramente gli attacchi, definendoli un attacco allo Stato. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine, telefonando al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha definito gli eventi un danno gravissimo ai cittadini, alle imprese e all’immagine del Piemonte. Anche i sindacati dei lavoratori edili hanno espresso preoccupazione per la sicurezza dei cantieri, chiedendo tutele più forti per i lavoratori.

Le conseguenze degli scontri

Gli scontri hanno avuto ripercussioni anche sul traffico ferroviario. La linea Modane-Torino è stata sospesa tra Bussoleno e Borgone a causa della presenza di manifestanti sui binari. La concessionaria autostradale Sitaf ha chiuso l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est per motivi di ordine pubblico.

Prima della manifestazione, le forze dell’ordine avevano sequestrato fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d’artificio alla stazione di Bardonecchia. Il prefetto di Torino, Donato Cafagna aveva imposto limitazioni e divieti per ragioni di sicurezza, mentre il questore Massimo Gambino aveva emesso 14 provvedimenti tra daspo urbani e fogli di via da Venaus.

Nonostante gli scontri, la protesta sembra essersi calmata nel tardo pomeriggio, con alcuni manifestanti che hanno fatto ritorno all’area del Festival Alta Felicità a Chiomonte. Tuttavia, il bilancio definitivo dei feriti e dei danni è ancora in fase di valutazione.

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