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Giorgia Meloni condanna la violenza a Bologna: 64 agenti feriti e città devastata

Giorgia Meloni condanna la violenza a Bologna: 64 agenti feriti e città devastata

Bologna si è svegliata ferita dopo la guerriglia urbana in pieno centro. La premier Giorgia Meloni condanna la violenza contro le forze dell'ordine.

Bologna è stata teatro di violenti scontri nella notte tra lunedì e martedì, dopo la morte di Abderrahim Fakir, un 42enne deceduto durante un’operazione di polizia nel quartiere del Pilastro. La città si è risvegliata con vetrine infrante, auto incendiate e dehor devastati, mentre la tensione politica si è ulteriormente accesa.

La reazione del Governo e delle istituzioni

La premier Giorgia Meloni ha condannato con fermezza la violenza contro le forze dell’ordine, definendola inaccettabile. “Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato”, ha dichiarato Meloni sui social. La premier ha espresso solidarietà agli agenti feriti e ha ribadito che “la violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo”.

Gli scontri a Bologna e il bilancio delle vittime

La protesta è iniziata pacificamente in piazza del Nettuno, dove il sindaco Matteo Lepore ha chiamato la popolazione a un momento di raccoglimento per la morte di Fakir. Tuttavia, la situazione è degenerata quando i manifestanti si sono spostati in piazza Roosevelt, vicino a Prefettura e Questura.

Qui la tensione è cresciuta rapidamente, con manganellate, cariche della polizia e l’uso di lacrimogeni e idranti.

La guerriglia urbana ha devastato via Ugo Bassi, a pochi passi da piazza Maggiore, dove era in programma una proiezione cinematografica poi annullata. Tre auto del Comune sono state incendiate, insieme a decine di cassonetti della spazzatura e cestoni. Sono state distrutte anche diverse decine di bici elettriche del servizio sharing, per un valore di circa 30mila euro. La polizia ha fronteggiato i manifestanti con lacrimogeni e idranti, mentre 64 agenti sono rimasti feriti, con prognosi che vanno dai 3 ai 35 giorni.

Le dichiarazioni del sindaco Lepore

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore ha risposto alle accuse di Meloni, smarcandosi dalle violenze. “Bologna ha visto due piazze. Piazza Nettuno rappresenta Bologna. Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna”, ha dichiarato Lepore. Il sindaco ha anche ribadito che “chiedere verità e giustizia non significa delegittimare chi indossa una divisa”.

La bufera politica e le reazioni dell’opposizione

La bufera politica si è ulteriormente accesa con le dichiarazioni della segretaria del Pd, Elly Schlein che ha chiesto di fare piena luce sulla morte di Fakir. “Quando un uomo muore durante un’operazione di fermo, lo Stato ha fallito e proprio lo Stato deve fare piena luce”, ha dichiarato Schlein. Il leader M5s, Giuseppe Conte ha attaccato il centrodestra, definendo il caso Roggero una “rappresaglia, una vendetta”.

Intanto, il livello della macchina della sicurezza del Viminale è già ai massimi livelli, con disposizioni specifiche per questori e prefetti per rimodulare i dispositivi a seconda degli eventi e delle situazioni. La tensione rimane alta, ma le istituzioni sono determinate a garantire ordine e sicurezza.

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