Roma si sveglia con un’inquietante scritta minacciosa contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio. La frase, tracciata in rosso, è apparsa su un muro in via Portuense, all’altezza del civico 473, non lontano dalla caserma dei carabinieri nell’ex ospedale Forlanini. La scritta, firmata con la sigla Br e una stella a cinque punte, recita: “Nordio ti metto dentro una R4”.
Il macabro riferimento alla Renault 4 di Aldo Moro
Il messaggio contiene un chiaro e inquietante riferimento alla Renault 4 rossa nella quale, il 9 maggio 1978 fu ritrovato il corpo di Aldo Moro in via Caetani. Lo statista della Democrazia cristiana era stato rapito dalle Brigate Rosse e ucciso dopo 55 giorni di prigionia.
L’immagine di Moro senza vita in quell’auto è diventata un simbolo della violenza terroristica di quegli anni.
Il contesto storico e le indagini in corso
La scritta è apparsa nel primo anniversario della morte di Raffaele Fiore uno dei brigatisti coinvolti nel rapimento di Moro. Fiore morì a Bari il 28 luglio 2026 all’età di 71 anni.
Il 16 marzo 1978 insieme a Mario Moretti partecipò al rapimento di Moro, estraendolo dalla sua auto e trasferendolo sulla Fiat 132 usata per la fuga.
I carabinieri della stazione di Villa Bonelli sono intervenuti sul posto per avviare gli accertamenti. Le forze dell’ordine stanno verificando la presenza di sistemi di videosorveglianza che possano aver ripreso chi ha realizzato la scritta. La scorta del ministro Nordio, già al massimo livello di sicurezza, è stata sensibilizzata alla massima attenzione, con un aumento dei controlli nelle aree circostanti.
La reazione delle istituzioni e la sicurezza del ministro
La comparsa di questa scritta ha suscitato grande preoccupazione tra le istituzioni. La scorta di Nordio è stata immediatamente allertata, e le misure di sicurezza sono state rafforzate. Le auto della scorta aumenteranno i passaggi intorno a via Arenula, sede del ministero della Giustizia, per garantire la massima protezione al ministro.
La scritta, notata dai residenti nella serata di mercoledì 29 luglio, era ancora visibile giovedì mattina. Le indagini sono in corso per identificare i responsabili di questo gesto intimidatorio. Le autorità stanno esaminando attentamente ogni dettaglio per capire se ci siano collegamenti con gruppi estremisti o se si tratti di un atto isolato.
Nel frattempo, la comunità locale e le istituzioni sono in allerta, consapevoli del peso storico e simbolico di questo gesto. La memoria del rapimento e dell’omicidio di Aldo Moro è ancora viva, e qualsiasi riferimento a quegli eventi suscita immediate preoccupazioni per la sicurezza pubblica.
