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Slitta a sorpresa la data di presentazione del nuovo M5S

Slitta a sorpresa la data di presentazione del nuovo M5S: dal merito dello statuto all'estromissione di Grillo dalla sua stesura, tutti i nodi irrisolti

Giuseppe Conte con Beppe Grillo

Slitta la data di presentazione del nuovo M5S, colpa dello Statuto che sarebbe diventato elemento divisorio forte fra il nuovo leader in pectore Giuseppe Conte ed il fondatore nonché garante Beppe Grillo. Una roba talmente acuita nelle ultime fasi prima dell’ora X da determinate un rinvio a data “ancora da destinarsi” dell’atto fondativo della nuova versione del Movimento.

Lo dicono fonti interne al M5S alle agenzie, ma senza entrare nel merito di quegli elementi divisori fra Conte e Grillo. 

Slitta la data di presentazione del nuovo M5S: cosa sta succedendo

Una cosa è certa: il termometro politico del movimento non segna temperature gradevoli e gli ultimi sondaggi danno i pentastellati in calo minimal ma costante, lontani ormai dalla marea plebiscitaria dei tempi d’oro. Il lancio del neo Movimento era stato affidato ad un evento con location romana già opzionata per la data del prossimo giovedì, ma della cosa pare non se ne faccia nulla.

Ad avvalorare l’ipotesi di uno stop dovuto a questioni di merito e polpa il fatto che la data non sarebbe stata confermata, né sarebbe stato fissato un nuovo appuntamento. 

Slitta a sorpresa la data di presentazione del nuovo M5S: il nodo dello Statuto

Ma perché il parto della nuova creatura è così travagliato? Le solite indiscrezioni trapelate da ambienti interni al movimento parlano di differenze sostanziali di valutazione delle norme raccolte nello statuto del M5S-bis, il che può voler dire tutto o niente.

Non senza uno straccio di appiglio cognitivo che vada oltre la solita enunciazione politichese a cui evidentemente neanche le gole profonde pentastellate sono immuni. In più, pare che Conte e Grillo non la pensino alla stessa maniera neanche sulla composizione del nuovo direttivo nazionale. 

Slitta la data di presentazione del nuovo M5S: la “vendetta”di Casaleggio

Il protocollo prevedeva anche una votazione da parte degli iscritti sulla nuova piattaforma, ma la nettezza del nuovo esercizio di democrazia diretta e telematica pare essere offuscata da nubi all’orizzonte.

Nubi rappresentate dal fuoriuscito Davide Casaleggio. In che modo? Il presidente di Rousseau potrebbe infatti imbastire un ricorso velenoso perché lo statuto ancora vigente prevede esplicitamente che sia la piattaforma Rousseau ad ospitare le votazioni degli iscritti. Se quello nuovo non trova visioni omogenee e quello vecchio prevede il ricorso obbligato a Rousseau è evidente che il neo M5S è in un cul de sca prima ancora di nascere.

Slitta a sorpresa la data di presentazione del nuovo M5S: Conte e Grillo divisi su tutto

Il dato empirico è che le divergenze fra Conte e Grillo trovano sostanza su un solo cardine: quello dell’estromissione del fondatore dalle decisioni politiche, punto su cui Giuseppe Conte non intende transigere ma su cui Grillo conta su un folto pattuglione di sherpa. D’altronde Conte ha solo una investitura da leader “in pectore”, quindi le sue azioni di modellismo normativo possono essere almeno formalmente contestate, ove non soddisfacessero gli ortodossi del movimento, insomma, un mezzo casino. 

Slitta a sorpresa la data di presentazione del nuovo M5S: Grillo estromesso dalla stesura delle regole

E proprio su questo punto cardine fonderebbe poi l’altra grande divergenza fra i due, che è quella legata al rammarico di Grillo per non aver partecipato alla stesura del nuovo statuto. Ovviamente, se l’avesse fatto, non si sarebbe trovata già scodellata la “clausola” che lo relega al ruolo un po’ soporifiero di Padre Nobile ma inattivato del neo movimento.

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