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Negli ultimi anni, l’amministrazione del presidente Donald Trump ha intrapreso una serie di misure per limitare l’immigrazione, spesso attribuendo ai cittadini stranieri la responsabilità di crimini violenti. Recentemente, la decisione di sospendere il programma di lotteria dei visti ha attirato l’attenzione pubblica, in seguito a una sparatoria avvenuta all’Università di Brown.
Il programma, che offre circa 50.000 visti di immigrazione all’anno, è stato al centro delle politiche di immigrazione di Trump sin dall’inizio del suo mandato. L’annuncio di sospensione è stato fatto dalla segretaria per la Sicurezza Nazionale, Kristi Noem, che ha dichiarato che il presidente aveva ordinato la cessazione immediata della lotteria.
Dettagli sulla sospensione del programma
La sospensione del programma di lotteria dei visti è stata una mossa attesa, poiché Trump ha a lungo criticato il Diversity Immigrant Visa Programme, sostenendo che non contribuisce al benessere del paese. La Noem ha identificato il sospettato della sparatoria, Claudio Manuel Neves Valente, come un cittadino portoghese che aveva ottenuto la residenza attraverso questa lotteria nel 2017. “Questo individuo non avrebbe mai dovuto entrare nel nostro paese,” ha scritto Noem sui social media.
Impatto sugli immigrati
La decisione di interrompere la lotteria ha suscitato preoccupazioni tra gli attivisti per i diritti degli immigrati, che sostengono che il programma sia una delle poche strade disponibili per coloro che non hanno familiari o sponsor negli Stati Uniti. Sebbene il sistema di lotteria selezioni i candidati in modo casuale, molti criticano il fatto che la partecipazione rimanga una possibilità remota. Inoltre, anche i vincitori devono affrontare un rigoroso processo di screening prima di ottenere il visto.
Contesto storico e reazioni
La lotteria dei visti è stata istituita nel 1990 con l’intento di ampliare l’accesso al sistema d’immigrazione per le persone provenienti da paesi con bassi tassi di immigrazione verso gli Stati Uniti. Tuttavia, Trump ha spesso utilizzato eventi violenti come giustificazione per le sue politiche restrittive. Ad esempio, dopo un attacco a New York nel 2017, il presidente aveva già chiesto la chiusura del programma, sostenendo che il sistema non portasse le “migliori persone” nel paese.
La sparatoria all’Università di Brown è avvenuta durante un periodo di esami finali, quando un uomo ha aperto il fuoco in un laboratorio, causando la morte di due studenti e ferendo altri nove. La fuga del sospettato ha avviato una lunga caccia all’uomo, che si è conclusa solo con la scoperta del corpo di Neves Valente in un magazzino nel New Hampshire, dove si è tolto la vita.
Dopo la sparatoria, la risposta dell’amministrazione è stata immediata e decisa. In precedenti occasioni, Trump ha affrontato situazioni simili revocando visti e bloccando programmi di immigrazione. La sua retorica ha sempre sottolineato l’idea che gli immigrati rappresentino una minaccia, portando a misure drastiche come la sospensione delle domande di visto per specifici gruppi nazionali, specialmente quelli provenienti da paesi considerati “ad alto rischio”.
Queste azioni hanno sollevato un acceso dibattito sui diritti civili e sulla libertà di espressione, con molte organizzazioni di diritti umani che criticano le politiche di immigrazione dell’amministrazione Trump come discriminatorie.