Argomenti trattati
Dal momento in cui la Russia ha avviato l’invasione su larga scala dell’Ucraina, le sue regioni e repubbliche etniche hanno sopportato un carico sproporzionato nella fornitura di soldati. Con la pace che appare un obiettivo lontano, i funzionari regionali si preparano ad affrontare un altro anno di sfide nel cercare di soddisfare le quote di reclutamento imposte dal Cremlino.
Per approfondire la situazione, è stata intervistata Maria Vyushkova, esperta che studia le disparità regionali e etniche nelle perdite umane legate alla guerra, per comprendere dove la Russia potrebbe cercare nuove reclute nel 2026.
Nuove tattiche di reclutamento
Le aspettative per il 2026 indicano che le autorità russe potrebbero implementare nuove strategie di reclutamento. L’anno passato ha visto un numero record di perdite umane, e per proseguire il conflitto, il militare russo necessita di un afflusso costante di nuovi soldati. Tuttavia, le difficoltà finanziarie sia a livello federale che regionale stanno rendendo questo compito sempre più arduo.
Reclutamento forzato e coercitivo
Le risorse economiche per attrarre nuovi soldati stanno diminuendo, il che porterà a un incremento dell’uso di metodi coercitivi e ingannevoli. Le aziende potrebbero essere costrette a fornire un numero prestabilito di ‘volontari’ per il fronte, esercitando pressione sui loro dipendenti maschi per arruolarsi. Inoltre, si prevede che le autorità ricorrano a detenzioni illegali per costringere gli uomini a firmare contratti di arruolamento.
Nel corso dell’anno passato, circa il 30% dei conscripti ha firmato contratti, il che lascia margine per aumentare questa cifra. Tuttavia, il servizio di leva è diventato estremamente pericoloso, con segnalazioni di abusi fisici, tortura e persino omicidi per chi si rifiuta di firmare.
Le regioni con maggiori perdite
Per quanto concerne le perdite, le repubbliche di Bashkortostan e Tatarstan, che hanno registrato un alto numero di decessi nel 2026, probabilmente continueranno a subire il peso maggiore. Al contrario, Mosca, nonostante la sua grande popolazione, rimarrà relativamente indenne.
Analisi delle perdite per capita
Le repubbliche etniche continueranno a registrare tassi di mortalità elevati per capita. Tyva, Buryatia e Altai, insieme al distretto autonomo di Chukotka, rimarranno tra le più colpite. Curiosamente, le repubbliche del Caucaso settentrionale, ad eccezione della Nord Ossezia, hanno un numero sorprendentemente basso di vittime identificate. Questo potrebbe suggerire che il Cremlino teme l’instabilità nella regione.
Situazione attuale in Buryatia
La situazione nella Buryatia è particolarmente preoccupante. All’inizio del 2026, sembrava che le reclute stessero diminuendo, ma ora la repubblica è tornata a occupare il nono posto per numero totale di morti. Questo è legato all’aumento delle ricompense monetarie per chi firma contratti militari, una misura adottata dopo un calo nelle adesioni.
Le autorità locali, per rispondere a questa situazione, hanno aumentato gli stipendi per incentivare i cittadini a unirsi al conflitto. Il governatore della Buryatia, Alexei Tsydenov, ambizioso e giovane, sembra concentrarsi principalmente sulla fornitura di soldati, visto che la regione non dispone di risorse come petrolio o industrie chiave.
Questo approccio evidenzia le priorità politiche attuali: la capacità di fornire truppe diventa un indicatore di successo per i governatori russi, e l’aumento dei pagamenti militari in Buryatia dimostra chiaramente questa tendenza.