Il governo italiano ha varato un nuovo intervento per contrastare il caro carburanti, approvando un taglio di 17 centesimi sulle accise del gasolio che sarà valido fino al 25 agosto. La decisione è arrivata in anticipo rispetto alla scadenza del precedente sconto, fissato al 6 agosto e rappresenta un tentativo di calmierare i prezzi dei trasporti.
La misura, approvata dal Consiglio dei ministri è stata discussa in precedenza dai principali esponenti del governo, tra cui la presidente Giorgia Meloni i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La riduzione delle accise, che include anche il ricalcolo dell’IVA avrà un impatto complessivo sulle casse dello Stato di 125 milioni di euro.
Le motivazioni e le coperture finanziarie
La presidente Meloni ha definito la scelta una risposta tempestiva e responsabile a un contesto internazionale critico, sottolineando che i rincari dipendono dalle recenti tensioni geopolitiche. Il governo ha assicurato che monitorerà la curva dei prezzi e valuterà eventuali proroghe o nuovi interventi in un prossimo Consiglio dei ministri previsto per il 4 agosto.
Per quanto riguarda le coperture finanziarie, il ministro Giorgetti ha chiarito che i 125 milioni di euro necessari per il taglio delle accise saranno coperti dai proventi delle accise mobili del mese precedente, dai proventi delle sanzioni Antitrust e dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica. È stata invece esclusa l’ipotesi di finanziare l’operazione tramite un aumento delle accise sulle sigarette, proposta che ha incontrato il secco rifiuto di Lega e Forza Italia.
Le alternative proposte da Salvini
Il ministro Salvini ha proposto di attingere, in caso di prolungamento dei conflitti, dagli extraprofitti dei settori bancario ed energetico. Inoltre, il provvedimento proroga fino a luglio i contributi straordinari e i crediti d’imposta destinati ad autotrasportatori e al comparto agricolo.
Le reazioni delle associazioni dei consumatori
Le associazioni a tutela dei consumatori hanno accolto la misura con estrema freddezza, giudicandola inadeguata a frenare la stangata estiva. L’Unione Nazionale Consumatori e il Codacons hanno sottolineato come lo sconto lasci comunque i prezzi medi al self-service al di sopra della soglia psicologica dei 2 euro al litro lamentando la totale assenza di interventi sulla benzina, che in autostrada supera i 2,07 euro.
Di medesimo avviso il Movimento Difesa del Cittadino che ha liquidato il decreto come un temporaneo palliativo sollecitando la necessità di riforme strutturali ben più profonde per contrastare le speculazioni sui mercati energetici. Le associazioni hanno inoltre evidenziato che i rincari costano alle famiglie 1 miliardo di euro con un aumento di 22 euro su un pieno.
Nonostante gli sforzi del governo, le associazioni dei consumatori continuano a chiedere interventi più incisivi per contrastare il caro carburanti e garantire un reale sollievo alle famiglie e alle imprese.
