Il Venezuela sta affrontando la più grave catastrofe naturale della sua storia come definita dall’interim president Delcy Rodríguez. I terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno colpito il paese il 24 giugno hanno lasciato un bilancio devastante: 5.069 vittime confermate e 16.740 feriti secondo i dati ufficiali diffusi dal presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez.
La zona più colpita è stata lo stato costiero di La Guaira situato a nord di Caracas dove sono crollati 190 edifici e altri 856 sono stati danneggiati. La città, che ospita il principale aeroporto internazionale e un importante porto, è stata letteralmente messa in ginocchio dalle scosse, che hanno provocato 1.300 scosse di assestamento nelle settimane successive.
La crisi umanitaria e l’intervento del Fmi
Oltre alle vittime, la tragedia ha causato 20.000 sfollati molti dei quali vivono in campi temporanei sovraffollati con scarse condizioni igieniche. Le organizzazioni umanitarie hanno lanciato l’allarme per il rischio di malattie infettive a causa della mancanza di acqua potabile e servizi sanitari adeguati.
Per fronteggiare l’emergenza, il governo venezuelano ha ottenuto 346 milioni di dollari dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) come annunciato da Delcy Rodríguez. I fondi, provenienti dalle risorse del paese presso l’istituzione, saranno utilizzati per sostenere le famiglie colpite, ricostruire le infrastrutture e ripristinare i servizi essenziali.
Le critiche alla gestione dell’emergenza
Nonostante gli aiuti internazionali, la gestione dell’emergenza da parte delle autorità venezuelane è stata oggetto di aspre critiche. Secondo indagini giornalistiche, i primi giorni di soccorso sono stati ostacolati da ritardi nella mobilitazione delle forze armate, carenze di attrezzature e confusione nelle catene di comando.
Il presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez ha respinto le accuse, definendole una narrazione costruita da laboratori mediatici e ha ribadito che il governo ha agito con prontezza per salvare vite umane.
Il contesto politico e gli aiuti internazionali
La crisi si inserisce in un contesto politico complesso. Solo ad aprile il Fmi e la Banca Mondiale avevano ripristinato i rapporti con il Venezuela dopo la rimozione forzata del presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti a gennaio. Le relazioni con le istituzioni finanziarie internazionali erano state interrotte nel 2019 a causa del mancato riconoscimento del governo di Maduro.
Oltre ai fondi del Fmi, anche gli Stati Uniti hanno contribuito con più di 300 milioni di dollari in Aiuti umanitari, dimostrando un impegno internazionale nella gestione della crisi.
