Viaggiare in aereo è un’esperienza che è in grado di creare paura e agitazione se si è alla prima volta ma che anche con voli alle spalle è sempre un po’ critica si vuole per le turbolenze, per la mancanza di controllo e per altri motivi ma a volte possono verificarsi imprevisti che rovinano completamente l’esperienza, facendo rimpiangere di esserci saliti.
I voli ultra lunghi e la sicurezza dei passeggeri come priorità
Nell’universo dei voli la sfida più difficile è quella relativa ai cosiddetti ultra-lunghi vale a dire tratte che comportano il superamento di migliaia di chilometri prima di raggiungere la destinazione desiderata.
Si tratta di una sfida fisica e tecnica che le compagnie blasonate provano a vincere fornendo ai passeggeri un servizio eccellente in ogni situazione così da non far vivere loro l’ansia di stare in volo per più di 15 ore.
Infatti non tutte le compagnie aeree del mondo garantiscono tratte così lunghe senza scali, principalmente perchè i mezzi a disposizione, in grado di farcela non sono molti e poi perché sono tratte molto costose.
La distanza è davvero elevata e spesso possono verificarsi spiacevoli situazioni e quindi bisogna essere pronti a tutto garantendo professionalità e sicurezza.
Passeggera morta a bordo del volo New York-Auckland
La tragedia si è consumata nella notte di oggi, martedì 14 aprile mentre l’aereo sorvolava l’oceano per arrivare in Nuova Zelanda.
A bordo dell’aereo QF4 della compagnia aerea Qantas una donna si è sentita male ed ha perso la vita. Il cadavere non potendo essere rimosso è rimasto a bordo per tutta la durata rimanente del volo, 13 ore, come riportato da The Social Post causando paura e disgusto (per il forte odore) nei passeggeri.
Il volo ha dovuto fare scalo a Sydney per poi ripartire verso Auckland, dove è rimasto fermo in pista per 1 ora e 30 al fine di permettere tutti i controlli del caso, tra cui l’analisi del coroner che ha confermato quanto dichiarato dai medici presenti a bordo, ovvero il decesso della donna.
La compagnia aerea ha espresso cordoglio per la morte della donna ma allo stesso tempo ha acceso il campanello d’allarme rispetto all’attenzione nella gestione delle fasi d’emergenza in queste tratte, dove vi è bisogno di medici specializzati, capaci di agire in poco tempo per salvare la vita di chi sta lottando per non morire.