In un piccolo comune delle Valli Giudicarie, Fiavè, in provincia di Trento, si sta consumando una vicenda che ha scatenato le proteste delle famiglie locali. Tre bambini di quarta e quinta elementare sono stati esclusi dal trasporto scolastico perché la loro abitazione dista solo 960 metri dalla scuola primaria. Una distanza che, secondo le normative provinciali, non dà diritto al servizio.
Il problema, però, non è solo la distanza, ma anche la sicurezza del percorso. Per raggiungere la scuola, i bambini dovrebbero percorrere un tratto della statale 421 una strada priva di marciapiede e frequentata da corriere, camion e trattori. Un percorso che, soprattutto nei mesi invernali o con maltempo, diventa particolarmente rischioso per i piccoli alunni.
La burocrazia contro la sicurezza
La Provincia di Trento ha stabilito che il trasporto scolastico è garantito solo per le abitazioni che distano più di un chilometro dalla scuola. Una norma che, secondo il sindaco di Fiavè, Beniamino Bugoloni, non tiene conto delle condizioni concrete del percorso. “Non è possibile – commenta Bugoloni – mettere tre bambini di 9 e 10 anni su una statale solo perché non si risponde al requisito di un chilometro.”
Le famiglie hanno anche segnalato l’esistenza di una strada comunale alternativa tra Stumiaga e Fiavè, che supera il chilometro di distanza.
Tuttavia, questa opzione non è stata presa in considerazione nella valutazione iniziale.
Il problema della capienza del pulmino
A complicare ulteriormente la situazione c’è la capienza del pulmino scolastico che può accogliere solo 20 posti a fronte di 23 richieste. La graduatoria per l’accesso al servizio tiene conto di diversi criteri, tra cui i bisogni educativi speciali la distanza dalla scuola e l’età degli alunni.
Il sindaco Bugoloni ha proposto una soluzione temporanea: “Il pulmino potrebbe fare la prima corsa e poi tornare a recuperare gli altri. Sarebbero cinque minuti e qualche chilometro in più. I conducenti non hanno un servizio successivo da fare, potrebbero allungare la tratta e verrebbero pagati “
Le dichiarazioni delle autorità
L’assessore ai Trasporti della Provincia, Mattia Gottardi, ha spiegato che il limite del chilometro è in vigore da oltre 15 anni e che il servizio sta cercando di ridurre i disagi. “In questo caso – spiega Gottardi – i richiedenti con requisiti colmano la capienza e quindi le famiglie hanno ricevuto comunicazione di non disponibilità.”
La Provincia ha previsto una nuova valutazione entro il 10 ottobre ma le famiglie chiedono una soluzione prima dell’inizio delle lezioni, previsto per il 10 settembre. Nel frattempo, il sindaco Bugoloni ha assicurato il proprio intervento: “Mi metterò in contatto con gli enti predisposti e cercherò di trovare una soluzione quanto prima per la sicurezza di questi bambini.”
