La Fondazione Arena di Verona ha affrontato una sfida imprevista proprio alla vigilia dell’inizio della stagione operistica. Una tromba d’aria, abbattutasi nel tardo pomeriggio di ieri sul Veronese, ha causato danni significativi alle scenografie de La Traviatal’opera che avrebbe dovuto inaugurare il festival lirico domani sera. Nonostante questo imprevisto, la determinazione del team e la professionalità delle maestranze stanno permettendo di recuperare in tempo per la prima.
La sfida delle maestranze dopo la tromba d’aria
Le maestranze della Fondazione Arena di Verona hanno lavorato ininterrottamente da ieri sera per riparare i danni causati dalla tromba d’aria. La soprintendente Cecilia Gasdia ha commentato: “Mesi di lavoro che finalmente vedevano la luce nella loro interezza per l’anteprima con il cast al completo.
Il vortice improvviso che si è incanalato all’interno dell’anfiteatro ha cancellato tutti i piani, danneggiando pesantemente le scene ma senza causare danni ai lavoratori presenti.”
I tecnici e le maestranze hanno operato senza sosta, con l’ausilio della gru, fino a tarda notte, per mettere in sicurezza l’area del palcoscenico e recuperare l’allestimento. Questa mattina i lavori stanno proseguendo nei laboratori e all’interno dell’Anfiteatro.
Gasdia ha assicurato che “domani si andrà in scena. In due giorni ventimila persone assisteranno a questa nuova produzione. Potranno verificarsi alcuni ritardi tecnici o piccoli inconvenienti, ma siamo certi che il pubblico comprenderà lo sforzo straordinario che stiamo compiendo in queste ore.”
La nuova produzione de La Traviata
La stagione dell’Arena di Verona si apre il 12 e 13 giugno con la nuova produzione de La Traviata di Verdi, opera che approdò sul palcoscenico areniano 80 anni fa, nel 1946, come primo spettacolo del dopoguerra. Sarà in scena per 13 serate, fino al 12 settembre, data di chiusura della stagione. A curarne la regia lo scozzese Paul Curran che debutta in Arena firmando una lettura originale ed esteticamente d’impatto.
Le scenografie sono di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti, creatore dei visionari abiti per le cerimonie olimpiche in Arena, le luci di Fabio Barettin, le coreografie di Kyle Lang. Il nuovo allestimento rimarrà fedele alla drammaturgia verdiana, immergendola in un mondo spettacolare e ricco di contrasti come quello del cabaret parigino. Grazie alla collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi, Fondazione Arena scrive una pagina di storia dell’Opera Festival.
Un allestimento unico e coinvolgente
Sul palco dell’Arena di Verona rivivranno la vita notturna di Montmartre, gli splendori della Belle Époque di Parigi e la popolarità del Moulin Rouge. In scena i due elementi che ne ricordano le origini: il mulino rosso ed il grande elefante torneranno protagonisti della vita notturna. Come sottolinea il regista Paul Curran, “la storia di Violetta sembra ancora attuale. Viene giudicata dalla stessa società che dipende da lei, è ammirata in pubblico ma ritenuta immeritevole di dignità in privato.”
La stagione operistica dell’Arena di Verona
Per altri tre mesi, il Festival proseguirà per 53 serate in totale, riportando in scena alcuni dei titoli più amati. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabucco e La Bohème, quindi Turandot a 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: con Roberto Bolle and Friends (21 luglio), il balletto tornerà anche al Teatro Romano con l’acclamata produzione di Zorba il greco, nella coreografia originale di Lorca Massine (25-26 agosto).
Ritorna il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff (13 agosto) e il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise (18 agosto) si aggiunge alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena (19 agosto).
Nonostante i danni causati dalla tromba d’aria, la Fondazione Arena di Verona è determinata a portare avanti la stagione operistica con la nuova produzione de La Traviata. La professionalità e la dedizione delle maestranze stanno permettendo di recuperare in tempo per la prima, dimostrando ancora una volta la resilienza e l’unicità dell’Arena di Verona.
