Le tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni hanno riacceso il dibattito politico e diplomatico tra Washington e Roma. Le dichiarazioni incrociate e le reazioni istituzionali, compreso quella del ministro Matteo Salvini, hanno coinvolto il governo italiano, alimentando un confronto che si estende oltre il piano personale e tocca direttamente i rapporti tra i due Paesi alleati.
Lo scontro Trump-Meloni e le ripercussioni politiche e diplomatiche
La polemica nasce dalle affermazioni di Donald Trump, che ha accusato Giorgia Meloni di aver “implorato” uno scatto al G7 di Evian e di essere stata, il giorno successivo, “assente sullo Stretto di Hormuz”. Trump ha inoltre dichiarato: “Era una mia fan, ma non la voglio più“, alimentando ulteriormente lo scontro politico.
La premier ha reagito con fermezza, definendo quelle ricostruzioni “totalmente inventate” e dichiarandosi anche “allibita” per l’atteggiamento dell’ex presidente americano nei confronti degli alleati.
La crisi verbale ha avuto effetti immediati anche sul piano istituzionale italiano: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contattato la premier per esprimerle solidarietà, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annullato la visita negli Stati Uniti, definendo le parole di Trump “gravi e offensive per tutta l’Italia“.
Nel frattempo, lo scontro ha contribuito a irrigidire i rapporti tra Washington e Roma, pur in un contesto in cui entrambe le parti continuano a dichiarare la volontà di mantenere relazioni tra alleati.
Trump contro Meloni, interviene Salvini: “Chi attacca la premier colpisce l’Italia”
Nel pieno delle tensioni diplomatiche innescate dalle dichiarazioni di Donald Trump su Giorgia Meloni, arriva la presa di posizione di Matteo Salvini, che interviene oggi sabato 20 giugno dal Gazebo della Lega-Mercato a Milano. Il leader della Lega difende la premier e sottolinea la coesione dell’esecutivo: “Io posso solo ripetere che chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e tutta l’Italia“. Aggiunge poi che “Ciò ovviamente non compromette i rapporti fra due Paesi amici, fra due popoli amici“, cercando di ridimensionare le possibili ricadute sul piano internazionale.
Interpellato sul suo passato sostegno a Trump, Salvini usa una battuta per smorzare le critiche: “Non mi devo pentire, mi pento e mi dolgo quando vado a confessarmi in chiesa“. Sul suo orientamento politico ribadisce invece una posizione più istituzionale: alla domanda sui rapporti con l’ex presidente chiarisce “Io mi sento italiano, sono vicepresidente del Consiglio e voglio avere buoni rapporti con tutti“.
Sul piano personale, racconta i suoi impegni imminenti tra Milano e la famiglia, mentre scherza anche su una provocazione legata al Milan e a Gerry Cardinale: “Ecco lì si compromettono i rapporti con gli Stati Uniti…”.
