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Uccide il coinquilino e non risponde ai Carabinieri: il comportamento di Francesco Cusimano

Uccide il coinquilino e non risponde ai Carabinieri: il comportamento di Francesco Cusimano

Alla fine l'omicida si è arreso ed ha accetto l'arresto, senza però svelare nulla rispetto al movente dell'estremo gesto.

La notizia dell’omicidio del coinquilino oltre ad aver avuto rilevanza sui telegiornali è stata al centro dell’interesse mediatico per come si sarebbe dovuta risolvere perché il finale sarebbe dovuto arrivare con largo anticipo ma è successo un qualcosa di inaspettato che dà la misura di come si sia comportato l’omicida.

I comportamenti sbagliati di chi commette un crimine

Quando si commette un crimine si agisce in svariati modi o si ammette il gesto e si collabora con i Carabinieri o Poliziotti oppure si decide per il gesto opposto.

Naturalmente la mancanza di collaborazione non è mai un buon segnale e può pesare poi per la condanna definitiva, già importante quando si uccide un’altra persona, ecco perché bisogna essere lucidi ed accettare la realtà del gesto compiuto.

Uccide l’inquilino: la fine dell’assassino è compiuta

Il caso è avvenuto nella serata di ieri, Francesco Cusimano, 38enne, ha ucciso il coinquilino di 53 anni e alla presenza dei Carabinieri non ha aperto ed ha minacciato di dar fuoco alla casa.

Colto in flagranza di reato, come riporta Rainews.it, i Carabainieri hanno eseguito una trattativa estenuante, durata 5 ore, fino a che ormai braccato Cusumano è stato arrestato.

Nonostante l’arresto l’assassino è rimasto in silenzio di fronte al PM, si è quindi scoperto che in passato ha avuto diversi precedenti penali, tra cui il divieto di avvicinamento ad un terzo uomo.

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