La notizia dell’omicidio del coinquilino oltre ad aver avuto rilevanza sui telegiornali è stata al centro dell’interesse mediatico per come si sarebbe dovuta risolvere perché il finale sarebbe dovuto arrivare con largo anticipo ma è successo un qualcosa di inaspettato che dà la misura di come si sia comportato l’omicida.
I comportamenti sbagliati di chi commette un crimine
Quando si commette un crimine si agisce in svariati modi o si ammette il gesto e si collabora con i Carabinieri o Poliziotti oppure si decide per il gesto opposto.
Naturalmente la mancanza di collaborazione non è mai un buon segnale e può pesare poi per la condanna definitiva, già importante quando si uccide un’altra persona, ecco perché bisogna essere lucidi ed accettare la realtà del gesto compiuto.
Uccide l’inquilino: la fine dell’assassino è compiuta
Il caso è avvenuto nella serata di ieri, Francesco Cusimano, 38enne, ha ucciso il coinquilino di 53 anni e alla presenza dei Carabinieri non ha aperto ed ha minacciato di dar fuoco alla casa.
Colto in flagranza di reato, come riporta Rainews.it, i Carabainieri hanno eseguito una trattativa estenuante, durata 5 ore, fino a che ormai braccato Cusumano è stato arrestato.
Nonostante l’arresto l’assassino è rimasto in silenzio di fronte al PM, si è quindi scoperto che in passato ha avuto diversi precedenti penali, tra cui il divieto di avvicinamento ad un terzo uomo.
