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Usa, uragano Harvey: 31 morti ultimo bilancio
Esteri

Usa, uragano Harvey: 31 morti ultimo bilancio

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Usa, uragano Harvey: 31 morti ultimo bilancio

Il triste bilancio dell'uragano Harvey sale ancora. Adesso sono 31 le vite spezzate, mentre i danni recati saranno enormi. Il Venezuela offre un aiuto di 5 milioni di dollari.

L’uragano Harvey continua a mietere vittime

Continua, purtroppo, a salire il triste bilancio dei morti del”uragano Harvey. Adesso siamo a 31 vite fatalmente spezzate.

Le autorità della contea di Harris, nella quale si trova Houston, la città più devastata dall’alluvione, hanno confermato altri 6 decessi collegati agli effetti della tempesta. Hanno aggiunto che sono necessarie le autopsie su altri 8 cadaveri per verificare se la loro morte sia collegata all’uragano.

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I danni della calamità

Ci sono anche ingenti danni. L’uragano Harvey potrebbe risultare il disastro naturale più costoso della storia degli Stati Uniti. L’ impatto economico si aggirerebbe sui 160 miliardi di dollari circa. A sostenere ciò è Joel Myers, presidente di Accuweather, società di previsioni meteorologiche. Secondo l’esperto, l’uragano Harvey potrebbe provocare danni equivalenti alla somma di quelli registrati con i suoi più famigerati professori, Katrina e Sandy. Queste due precedenti calamità sono avvenute rispettivamente nel 2005 a New Orleans e nel 2012 lungo la costa orientale degli Usa.

I ricordi sono ancora freschi nella mente degli americani.

Il governatore del Texas, Greg Abbott, in conferenza stampa, pur non sbilanciandosi sulle cifre, ha affermato che alla fine il conto presentato da Harvey addirittura supererà la sommatoria Katrina più Sandy. Un termometro di quanto stia accadendo sono anche le 35mila richieste di risarcimento già pervenute al Flood Insurance Program, il programma governativo che copre i rischi da alluvione.

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Pericolosi rischi per l’ambiente

Ai gravi danni arrecati al comparto petrolifero, importante settore dell’economia texana, si aggiungono anche i rischi per l’ambiente e per l’uomo conseguenti alla dispersione di sostanze tossiche. La multinazionale del settore chimico Arkema ha reso noto di non poter prevenire nei prossimi giorni possibili disastri dovuti all’alluvione provocata dall’uragano Harvey. I disastri possono comprendere anche incendi ed esplosioni negli impianti di Crosby. La compagnia ha evacuato tutti i lavoratori, così come tutti i residenti nel raggio di 2,4 km.

L’incubo starebbe per fortuna finendo

L’uragano Harvey, per fortuna, dovrebbe indebolirsi ed essere declassata in depressione in meno di 12 ore.

Ma le inondazioni nel Texas sud-orientale e in Louisiana sud-occidentale continuano. Lo ha comunicato il Centro nazionale per gli uragani. “L’indebolimento previsto non eliminerà il rischio di precipitazioni intense e inondazioni lungo il percorso di Harvey”, ha dichiarato il Nhc. La tempesta è a circa 80 chilometri a nord di Lake Charles, in Louisiana, con venti a 40 miglia all’ora (64 km all’ora).

Solidarietà dal Venezuela

Un aiuto importante, sia concretamente che simbolicamente, sta arrivando dal Venezuela. Lo stato sudamericano intende donare agli Stati Uniti ben 5 milioni di dollari come gesto di solidarietà nei confronti del Texas dopo le devastazioni provocate dall’uragano Harvey. Lo ha reso noto il ministro degli esteri Jorge Arreaza, che ha dichiarato ufficialmente: “è stata ordinata dal presidente Nicolas Maduro. Si tratta di un’espressione di solidarietà nei confronti del popolo statunitense, al di là delle nostre differenze politiche”. In questo modo, la luce che si intravede in fondo al tunnel è più luminosa.

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