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Due meloni in mano e l'ascia bipenne al collo: il video di Vannacci riaccende le polemiche

Due meloni in mano e l'ascia bipenne al collo: il video di Vannacci riaccende le polemiche

Con un video sui social in cui mostra due meloni e l'ascia bipenne, Vannacci attacca il governo e chiede di riproporre le preferenze al Senato.

Roberto Vannacci torna ad attaccare il governo sulla riforma della legge elettorale. In un video pubblicato sui social, nel quale indossa un’ascia bipenne al collo, simbolo associato anche all’organizzazione di estrema destra Ordine Nuovo, il leader di Futuro Nazionale rilancia la battaglia sulle preferenze, lancia una provocazione a Giorgia Meloni e, in un’intervista, fissa le condizioni per un eventuale sostegno al centrodestra.

Le condizioni per un’intesa con il centrodestra e lo scontro sulla riforma elettorale

Nonostante i partiti della maggioranza abbiano più volte escluso un’alleanza con Futuro Nazionale, Vannacci ha indicato le condizioni per un eventuale sostegno al centrodestra in un’intervista al Corriere dell’Umbria. Il leader del movimento chiede “un accordo programmatico scritto, pubblico e verificabile con tempi precisi”.

Tra i punti indicati figurano il controllo dell’immigrazione e la “remigrazione nel rispetto della legge”, la revisione del Green Deal, il ritorno al nucleare, il taglio delle tasse per lavoratori e famiglie, il rafforzamento della sicurezza con nuove carceri, la tutela delle imprese e una politica estera orientata esclusivamente all’interesse nazionale.

Vannacci chiede inoltre un cambio di linea sull’Ucraina: “niente armi e denaro senza strategia e obiettivi raggiungibili”.

E avverte: “Se i nostri voti fossero decisivi, nessuna cambiale in bianco. Sostegno solo su provvedimenti e scadenze certe”. Quanto a eventuali incarichi di governo, precisa che sarebbero subordinati al rispetto degli impegni concordati. L’obiettivo dichiarato, però, non sarebbe quello di sottrarre consensi agli altri partiti: “L’astensionismo è il principale bacino da riconquistare”.

Intanto il confronto sulla legge elettorale si sposta al Senato. Le opposizioni hanno annunciato battaglia, giudicando la riforma irricevibile anche dopo l’ipotesi di modifiche sul tema delle preferenze. Noi Moderati presenterà un emendamento per reintrodurle, mentre la maggioranza valuta possibili correttivi dopo il caos di Montecitorio. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ipotizzato una soluzione che garantisca un maggiore equilibrio di genere, ad esempio riservando il 50% dei capilista bloccati alle donne. Anche Matteo Salvini si è detto favorevole a recuperare il tema delle preferenze durante l’esame a Palazzo Madama. Il Partito Democratico accusa però la maggioranza di voler costruire una legge “su misura” per penalizzare gli avversari.

Vannacci sfida il governo: due meloni in mano e l’ascia bipenne che richiama Ordine Nuovo

Roberto Vannacci torna al centro del dibattito politico con un video pubblicato su Instagram alla vigilia del voto in Senato sulla riforma della legge elettorale. Il leader di Futuro Nazionale, in canottiera nera e con due meloni in mano, lancia una chiara provocazione alla premier Giorgia Meloni, senza mai citarla direttamente. Il riferimento è al recente stop incassato dalla maggioranza alla Camera, dove l’emendamento sulle preferenze è stato bocciato per un solo voto durante uno scrutinio segreto.

Nel filmato Vannacci utilizza toni forti e richiami storici: “La guerra si vince con il cuore e con l’acciaio e la sovranità al popolo può ancora essere restituita”. Definisce quanto accaduto a Montecitorio una “Caporetto” e accusa i cosiddetti “badogliani” di aver “sparato alla schiena del proprio schieramento”. Secondo il generale, il Senato rappresenta il “nostro Piave”, perché a Palazzo Madama non è previsto il voto segreto e questo permetterebbe di “portare allo scoperto quei vili che si sono nascosti nell’anonimato della pulsantiera”. Da qui l’appello rivolto alla maggioranza: “Chi può, tiri fuori gli attributi e riproponiamo le preferenze al Senato”.

Vannacci prosegue con la metafora bellica richiamando la Battaglia del Solstizio del 1918, combattuta sul Col Moschin tra il Regio Esercito italiano e le truppe austro-ungariche, episodio considerato uno dei punti di svolta della Prima guerra mondiale sul fronte italiano. In caso di ritorno del testo alla Camera, promette “il pieno supporto dei miei arditi futuristi” e conclude con un’esortazione: “Giochiamocela fino in fondo. Ora ci vuole coraggio”.

 

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