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Video e verbali rivelano lacune nella sicurezza al Le Constellation di Crans‑Montana

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Un video del 23 febbraio 2026 e il resoconto di un addetto alla sicurezza ricostruiscono come si è sviluppato l'incendio e quali anomalie emergono nelle pratiche del locale

La tragedia esplosa nella discoteca Le Constellation a Crans‑Montana ha riacceso il dibattito su responsabilità, sicurezza e controlli. Documenti e un filmato acquisiti dalla procura offrono elementi chiave per ricostruire le dinamiche dell’incendio. L’analisi degli atti è finalizzata a individuare eventuali negligenze nella gestione della sicurezza.

Tra i materiali agli atti figurano il verbale di un buttafuori presente la notte dell’incidente e un video reso pubblico il 23 febbraio 2026. Il filmato mostra l’istante in cui una candela pirotecnica entra in contatto con i pannelli del soffitto, innescando il rogo. L’inchiesta prosegue con accertamenti tecnici sui materiali e audizioni di teste per stabilire responsabilità e misure mancanti.

Le immagini che documentano l’innesco

Il filmato, acquisito agli atti dell’inchiesta, riprende in pochi secondi il passaggio da un evento festivo al rogo. Nel video si vede una dipendente sollevare una bottiglia con una candela attaccata; il contatto con il soffitto provoca l’accensione del rivestimento. La giovane prosegue la sfilata mentre le fiamme si propagano sotto la musica ad alto volume.

Gli investigatori ritengono centrale questo documento perché mostra il tempo di reazione e la rapidità dell’innesco. Il filmato evidenzia anche l’assenza di interventi immediati e costituisce elemento utile per gli accertamenti tecnici sui materiali e per le audizioni dei testimoni già avviate dalla procura.

Il ruolo dei materiali

Le immagini rilanciano il tema dei materiali impiegati per il rivestimento acustico. I vigili del fuoco, sentiti dagli inquirenti, hanno dichiarato scarsa familiarità con alcune tipologie di schiume acustiche e con la loro possibile evoluzione nel tempo da materiale isolante a sostanza più facilmente combustibile. Tale lacuna tecnica solleva dubbi sulle procedure di controllo e sulle certificazioni dei materiali installati nel locale. Gli accertamenti tecnici disposti dalla procura dovranno verificare la composizione dei pannelli e il potenziale rischio di propagazione delle fiamme associato al loro invecchiamento.

La testimonianza del buttafuori e la catena di comandi

Un addetto alla sicurezza presente la notte di Capodanno ha riferito di non aver ricevuto una formazione adeguata per il ruolo svolto. L’uomo ha dichiarato: non sono una guardia giurata, e ha affermato di non conoscere la collocazione degli estintori all’interno del locale. Ha inoltre segnalato di essere stato privato di strumenti professionali, disponendo unicamente di una torcia.

Ordini che limitavano i controlli

Nel verbale l’addetto riferisce di avere assistito a discussioni sulla gestione degli accessi e di aver ricevuto l’ordine di interrompere i controlli dei documenti. Secondo la testimonianza, la direttiva mirava ad agevolare l’ingresso degli avventori e avrebbe ridotto i controlli di sicurezza. I magistrati valutano che tale contesto gestionale possa aver aumentato il rischio durante l’evacuazione.

Le indagini proseguono per accertare la catena di comando e verificare come le scelte organizzative abbiano inciso sulla gestione dell’emergenza.

Criticità nella gestione delle emergenze e nei rapporti con le forze dell’ordine

Le indagini proseguono per accertare la catena di comando e verificare come le scelte organizzative abbiano inciso sulla gestione dell’emergenza. Secondo la testimonianza dell’addetto alla sicurezza, la scena è stata caratterizzata da caos, denso fumo e tentativi infruttuosi di aprire vie d’uscita alternative. Si registrano inoltre episodi di calpestio e persone prive di sensi, elementi che indicano una difficile gestione della crisi sul posto.

In un passaggio contestato, il buttafuori dichiara di aver chiesto aiuto a un agente per soccorrere una ragazza svenuta il cui abbigliamento si era allentato per il calore, ricevendo la risposta: non sono qui per questo. Episodi di questo tipo pongono interrogativi sul coordinamento degli interventi e sulle priorità assegnate dalle forze dell’ordine durante la fase emergenziale.

Interazione con i soccorsi

Le testimonianze raccolte sollevano dubbi sulle procedure operative adottate da vigili del fuoco e forze dell’ordine. I resoconti indicano confusione nella gestione dell’evacuazione e una possibile sottovalutazione iniziale dell’incendio. Tali fattori potrebbero aver inciso sull’entità delle conseguenze e sono ora oggetto di verifica da parte della procura.

Ombre sui bilanci e sulle pratiche finanziarie dei proprietari

Tali fattori sono collegati anche agli accertamenti sulla struttura societaria dei titolari del locale. La documentazione contabile analizzata dagli inquirenti evidenzia movimenti complessi e conti impiegati come transito. Le autorità segnalano operazioni difficili da ricostruire e flussi che richiedono verifiche approfondite. Inoltre, gli investigatori riferiscono elementi che metterebbero in relazione alcune transazioni con incendi precedenti in altri locali della stessa proprietà, eventi che avrebbero generato rimborsi assicurativi di entità rilevante. Le verifiche finanziarie proseguono per accertare l’eventuale responsabilità penale e le connessioni tra le diverse posizioni societarie.

Ipotesi di schemi finanziari illeciti

Gli investigatori non escludono l’esistenza di un meccanismo finanziario assimilabile a uno schema Ponzi. Si tratterebbe di un sistema che utilizza nuovi apporti per pagare obbligazioni pregresse anziché flussi di cassa reali. L’ipotesi descrive prestiti e garanzie fittizie che avrebbero favorito l’espansione di un impero commerciale apparente ma privo di consistenza patrimoniale.

Gli elementi acquisiti — tra cui il video del 23 febbraio 2026, il verbale del buttafuori e accertamenti contabili — contribuiscono a un mosaico probatorio che gli inquirenti devono completare. La combinazione di fattori tecnici, gestionali ed economici complica l’indagine e solleva questioni sulla normativa e sui controlli negli spazi pubblici dove si tengono eventi affollati. Le verifiche proseguono per chiarire responsabilità penali e civili e per definire le eventuali connessioni tra le diverse posizioni societarie, con ulteriori sviluppi attesi nelle prossime settimane.