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Scoperta in Portogallo: 278 opere tra Dürer, Bonnard, Picasso e Miró in una villa privata sotto sequestro

scoperta Picasso Mirò

Sequestro di 278 opere tra antichità e capolavori moderni: indagini su una possibile rete di traffico d’arte internazionale.

Il recente sequestro avvenuto in Portogallo mette in evidenza le criticità legate alla circolazione e alla detenzione privata di beni culturali di possibile provenienza illecita. Il ritrovamento di centinaia di opere e reperti archeologici in una villa privata ha riacceso l’attenzione sul traffico internazionale di arte, spesso nascosto dietro collezioni apparentemente legittime.

Tra i pezzi rinvenuti figurerebbero lavori attribuiti a maestri come Albrecht Dürer, Pierre Bonnard, Pablo Picasso e Joan Mirò, insieme a manufatti di epoche molto diverse.

Clamorosa scoperta in una villa in Portogallo: trovati 278 capolavori, anche Picasso e Mirò

Come riportato da Reuters, a Penalva do Castelo, tranquilla cittadina del distretto di Viseu nel nord del Portogallo, la Polizia giudiziaria avrebbe scoperto un insieme eccezionale di 278 opere d’arte e reperti archeologici, con una cronologia che spazia dall’età neolitica fino al Novecento.

Il materiale sarebbe stato conservato all’interno della villa di un cittadino statunitense anziano, scomparso nel 2024, che da tempo si era stabilito nella zona dopo aver vissuto in Spagna. L’abitazione, sorprendentemente organizzata come uno spazio espositivo privato, ospitava dipinti attribuiti a grandi nomi della storia dell’arte come Albrecht Dürer, Pierre Bonnard, Pablo Picasso e Joan Miró, insieme a manufatti di diversa epoca e provenienza, per un insieme che coinvolge in totale ventisette artisti.

L’insieme della collezione ha immediatamente attirato l’attenzione degli inquirenti per la varietà, la qualità e la quantità dei pezzi conservati.

Trovati 278 capolavori, anche Picasso e Mirò: indagini in corso e ipotesi sul traffico illecito di opere d’arte

Il sequestro delle opere è stato eseguito in via preventiva per impedire che il maggiordomo portoghese dell’uomo, ora indagato, potesse iniziare la vendita o la dispersione del patrimonio artistico. Secondo le prime ricostruzioni di Reuters, il bene sarebbe formalmente destinato agli eredi del proprietario, ma resta attualmente sotto controllo giudiziario mentre vengono svolti gli accertamenti necessari. Le accuse nei confronti del collaboratore domestico includerebbero appropriazione indebita e riciclaggio, mentre sullo sfondo emerge anche il sospetto che il proprietario non fosse un semplice collezionista, ma potesse fungere da intermediario in circuiti internazionali legati al traffico illecito di beni culturali.

A supporto delle indagini stanno operando gli specialisti del Museo nazionale Machado de Castro di Coimbra, incaricati di analizzare, catalogare e verificare l’autenticità delle opere, oltre a ricostruirne la possibile provenienza e i passaggi di proprietà.