Col ritorno a scuola i virus autunnali nei bambini riprendono a correre più in fretta. Ma, quando è meglio contattare il pediatra? Quali sono i sintomi da non sottovalutare? A rispondere a queste domande Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria.
Virus autunnali nei bambini: quando è bene contattare il pediatra?
Con la fine della bella stagione, l’inizio quindi dell’autunno e, soprattutto, il rientro a scuola e la ripresa della socialità, ecco che i virus autunnali nei bambini iniziano a circolare molto più in fretta.
A mettere a fuoco la situazione ci ha pensato Rino Agostiniani, presidente della Società italiana di pediatria, il quale evidenziato quanto la vita di comunità agisca da moltiplicatore per le infezioni. Insieme ai classici ceppi dell’influenza, tra cui A(H3N2), A(H1N1) e B/Victoria, circolano “molte altre forme virali da altri virus non influenzali, che però in qualche caso possono essere particolarmente fastidiosi”.
I più piccoli pagano il prezzo più alto in quanto non hanno ancora sviluppato una solida memoria immunitaria. Per quanto riguarda i sintomi da tenere sotto osservazione, per un bambino con la febbre la prima regola, come suggerisce l’esperto, è cambiare l’oggetto dell’osservazione: “Non guardate il termometro ma le condizioni generali del bambino”.
Se dopo l’antipiretico il piccolo torna vispo e con voglia di giocare, il quadro non preoccupa. Se è invece è abbattuto, mangia e beve poco e non gioca, allora è il caso di farlo visitare dal pediatra.
Virus autunnali nei bambini: quando rientrare a scuola
Per contrastare la diffusione dei virus, la circolare del Ministero della Salute del 23 giugno scorso, indica di avviare le campagne vaccinali a inizio ottobre per tutti i soggetti dai sei mesi in su. Rino Agostiniani ricorda che “al di là dei fragili la raccomandazione attuale è da 6 mesi a 6 anni”, specificando che la profilassi rimane utile anche se effettuata a campagna inoltrata. Per quanto invece riguarda il rientro in classe, l’esperto: “Non appena ritorna il solito bambino di sempre. Il contagio nei confronti degli altri spesso è più marcato quando la malattia è in incubazione che non quando è nella fase finale”. Infine Agostiniani sul freddo, per molti la causa ad esempio dell’influenza: “Non è il freddo che fa ammalare. Portiamo i bambini all’aria aperta, nel verde, e anche se sono meno vestiti va bene”. Bisogna infatti evitare l’errore di coprirli in maniera eccessiva.
