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Zaia e il Covid: “Troppe idee ad min***am e basta fare i talebani del vaccino”

Zaia e il Covid in attesa del suo libro "Ragioniamoci sopra, dalla pandemia all'autonomia": “Troppe idee ad minchiam e basta fare i talebani del vaccino”

Il governatore del Veneto Luca Zaia

Come Luca Zaia vede il Covid e le situazioni politiche e sociali che ha innescato è ben spiegato in una lunga intervista a Libero e in una frase che Crozza userà probabilmente ad aeternum: “Troppe idee ad min***am e basta fare i talebani del vaccino”.

Il governatore del Veneto pubblica il suo terzo libro, “Ragioniamoci sopra, dalla pandemia all’autonomia” e fa il punto su covid e politica.

Troppe idee ad min***am: il nuovo mantra di Luca Zaia che torna a scrivere libri

Lo fa partendo da un punto fermo: la comunicazione sul covid è stata carente perché disorganica e l’obbligo vaccinale non aiuterebbe un paese da pacificare: “Quando un politico propone una misura eccezionale deve subito spiegare come intende applicarla.

Sono già state sparate troppe idee ad min***am, con il solo effetto di disorientare ulteriormente la popolazione”.

Zaia sul Covid: “Non siamo in Cina”

E ancora: “Non siamo in Cina, da noi è impensabile usare la forza pubblica per vaccinare i cittadini. E allora, cosa si prefigge chi vuole introdurre l’obbligo?”. In tema di remore contro il vaccino Zaia ha le idee chiare: la colpa è del “telabanesimo bilaterale” sul tema: “Bisogna smetterla di fare i talebani del vaccino e spiegare che non è sbagliato avere paura.

Anche io l’ho avuta, ero consapevole di iniettarmi un farmaco, però credo nella scienza e so che i benefici sono superiori ai rischi, che sono davvero minimi”.

Zaia: “Quarta dose del vaccino Covid? Presto per parlarne”

Zaia mette comunque dei paletti: “Però non parliamo già di quarta dose quando dobbiamo convincere le persone a fare la terza, altrimenti facciamo cascare le braccia ai cittadini, che si sentono delle cavie, quando invece questi vaccini sono straordinari, ma la gente ne ignora la modernità.

Sento dire che sarebbero sperimentali quando invece sono i più sperimentati al mondo, li hanno già assunti miliardi di persone”. C’è tempo anche per una sorta di “manifesto politico-pandemico” della regione che Zaia governa: “Io sono pro vax. In Veneto abbiamo il 15% di popolazione non vaccinata ma tra i ricoverati i non immunizzati sono l’83%. Significa che chi non ha fatto l’iniezione ha 40 volte in più le probabilità di finire in terapia intensiva rispetto a un vaccinato. Aggiungo che tra i ricoverati No Vax ci sono molti 50-60enni, mentre gli intubati vaccinati sono tutti anziani con altre malattie. Se tutti i veneti fossero vaccinati non avrei più di tre persone in terapia intensiva a provincia”.

Speaker unico sulla pandemia, la proposta di Luca Zaia sul Covid

E in chiosa, criticando anche le troppe voci ufficiali sui contagi: “Generano solo il caos. Io ho chiesto al governo da tempo di avere un unico speaker ufficiale al quale delegare l’informazione. Io nel mio piccolo l’ho fatto: più di cinquecento giorni consecutivi di conferenze stampa per aggiornare i miei concittadini veneti sull’evoluzione del virus, gli indirizzi della giunta e i comportamenti da tenere”.

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