Ape social e quota 41: di cosa si tratta

Economia

Ape social e quota 41: di cosa si tratta

Con Ape social e quota 41 è’ partita la riforma delle pensioni. Lo scorso 16 giugno in gazzetta ufficiale sono stati pubblicati i decreti attuativi contenenti le misure previste con la Legge di Bilancio 2017.

Si tratta di disposizioni a favore dei lavoratori che, in presenza di determinati requisiti, possono fare richiesta per anticipare la data di pensionamento.

Vediamo in cosa consistono l’Ape social e la quota 41 come definito il beneficio dei lavoratori precoci, entrambe misure entrate in vigore il 17 giugno. Per disciplinare tali misure sono state emanate dall’Inps due circolari (la numero 99 e la numero 100) volte a regolamentare i meccanismi di richiesta di tali agevolazioni.

La circolare 100 del 16 giugno in particolare disciplina la cosiddetta ape social mentre la circolare 99 prevede la cosiddetta quota 41 ovvero l’anticipo della pensione per i lavoratori precoci.

Beneficiari dell’ape social

L’accesso all’Ape social è riservato alle seguenti categorie di lavoratori pubblici e privati:

  • i disoccupati che abbiano superato i 63 anni e che non godono più del sussidio previsto per la disoccupazione da almeno 3 mesi.
  • I lavoratori che, da almeno 6 mesi, devono assistere il coniuge o un parente di primo grado convivente che sia affetto da un grave disabilità.
  • gli invalidi civili che abbiano un grado di invalidità pari o superiori al 74%
  • chi svolge o abbia svolto i cd lavori gravosi elencati dalla legge di bilancio 2017

Requisiti per l’Ape social

Per poter usufruire dell’ape social bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • aver compiuto 63 anni di età,
  • aver maturato almeno 30 anni di contributi.

    I contributi saranno 36 per i lavoratori usuranti.

L’ape social viene erogata dall’Inps su richiesta del lavoratore, per 12 mensilità all’anno e l’importo non potrà superare i 1500 lordi al mese.

La domanda all’Inps deve essere presentata entro il 15 luglio per poter ottenere il pensionamento a 63 anni.

Altra data da ricordare è il 15 ottobre, data entro la quale l’Inps dovrà effettuare le graduatorie con i lavoratori ammessi alla pensione.

Quota 41

Il beneficio lavoratori precoci è l’altra forma di anticipo pensionistico che riguarda i lavoratori precoci.

Si rivolge in particolare ai lavoratori con almeno un anno di contribuzione in relazione a lavoro effettivo svolto prima dei 19 anni. Per queste categorie lavorative sono sufficienti 41 anni di contributi per poter andare in pensione. I lavoratori devono rientrare in una delle 4 categorie indicate per aderire all’ape social.

Sia l’ape social che il beneficio lavoratori precoci hanno effetto retroattivo ovvero a partire dal 1° maggio.

Ciò vuol dire che nonostante la domanda possa essere presentata entro il 15 luglio i beneficiari riceveranno gli assegni arretrati a far data dal primo maggio.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Manuela Margilio 114 Articoli
Sono laureata in giurisprudenza e amo scrivere su questioni relative al diritto e fisco; mi piace leggere e mi dedico alle recensioni. Scrivere sul web è una delle mie passioni che mi consente di essere sempre aggiornata.