Berlusconi: confermata condanna a 4 anni, rinviata sentenza per interdizione

Cronaca

Berlusconi: confermata condanna a 4 anni, rinviata sentenza per interdizione

La sentenza sul processo Mediaset è arrivata: Silvio Berlusconi è stato condannato a quattro anni di reclusione, mentre la sentenza di interdizione è stata rinviata in appello e sarà il giudice di secondo grado a emettere il nuovo verdetto. Sentenza dunque in parte annullata e rinviata in appello per determinare la durata dell’interdizione. Dopo tre giorni di attesa e una camera di Consiglio aperta alle 12.30, il verdetto della Suprema Corte di Cassazione sul processo Mediaset è stato emesso, con quasi tre ore di ritardo rispetto alla previsione (doveva essere letto alle 17). Il Cavaliere dovrà dunque scontare un anno di reclusione, mentre gli altri tre anni saranno condonati dall’indulto.

Berlusconi ha atteso la lettura della sentenza a Palazzo Grazioli, con la figlia Marina e i più stretti collaboratori ma anche Gianni Letta, l’avvocato Coppi e il vicepremier Angelino Alfano. Fuori dal palazzo, davanti all’ingresso della residenza, era presente fin dal primo pomeriggio una ressa di giornalisti, telecamere e fotografi provenienti da tutte le parti del mondo; per i curiosi invece accesso vietato: le strade limitrofe sono state infatti chiuse per ragioni di sicurezza, presidiate da forze dell’ordine.

Pochi i militanti giunti per sostenere l’ex premier.

Il Cavaliere rischiava una condanna a quattro anni di reclusione, tre dei quali condonabili per indulto e cinque di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale ai danni dello Stato. Nel corso del lungo tour della difesa, con le arringhe finali, gli avvocati difensori del Cavaliere, il professor Franco Coppi e l’avvocato, nonchè deputato, Niccolò Ghedini, hanno cercato di smontare le accuse nei confronti di Silvio Berlusconi. Secondo l’accusa invece il Cavaliere aveva architettato un sistema attraverso il quale gonfiare i costi dei film acquistati da Mediaset attraverso un giro fittizio di intermediazioni, facendo poi risultare il tutto negli ammortamenti delle dichiarazioni dei redditi. Ancora una volta gli avvocati difensori hanno chiesto l’assoluzione per Berlusconi che, spiegava Coppi nel pomeriggio, se anche avesso eventualmente commesso qualcosa, risulterebbe “penalmente irrilevante”, mancando inoltre di una specifica “norma antielusiva” per emettere una sanzione nei suoi confronti.

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