Brexit, Donald Tusk: 'Il buon esito della trattativa dipenderà da Londra'
Brexit, Donald Tusk: ‘Il buon esito della trattativa dipenderà da Londra’
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Brexit, Donald Tusk: ‘Il buon esito della trattativa dipenderà da Londra’

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Brexit, Donald Tusk: 'Il buon esito della trattativa dipenderà da Londra'

Le trattative della Brexit continuano, e tutto dipende da Londra. Lo dice Donald Tusk, che nei giorni scorsi aveva mostrato un lieve ottimismo.

Le trattative tra Inghilterra ed Unione Europea per la Brexit sono ormai avviate, e nei giorni scorsi erano stati fatti dei passi avanti. Lo aveva dichiarato Donald Tusk. Ma è lo stesso Presidente del Consiglio Europeo ad ammettere che molti passi devono ancora essere fatti, e poco ha dichiarato che il buon esito della trattativa dipende solo e soltanto da Londra.

Destino Brexit

Donald Tusk ha detto che le trattative per la Brexit possono avere qualsiasi esito, e che l’Unione tutelerà sempre i propri interessi, qualsiasi srà lo scenario su cui agire. Certo, ammette che per proteggere i propri interessi, l’Unione Europea deve essere unita, e superare questa situazione di duro stress, perché se si fallirà, sarà fallimento per tutti. Quindi, nonostante i passi avanti, i progressi fatti nei giorni scorsi, la situazione è ancora in bilico, e la fine delle trattative sembra ancora lontana e difficile.

Passi avanti fatti

Pochi giorni fa proprio Donald Tusk aveva fatto trapelare ottimismo nelle trattative della Brexit, nonostante le voci diffuse sossurrassero di una fase di stallo.

Il Presidente del Consiglio dell’UE aveva dichiarato che i passi avanti fatti erano pochi, ma comunque c’erano, e di questo bisogna tenere conto. Sulla base di ciò, Donald Tusk aveva dichiarato di sperare di arrivare alla seconda fase della trattativa a dicembre. Anche Theresa May si disse positiva ed ottimista.

Tuttavia, per passare alla seconda fase dei negoziati, quella sulle future relazioni commerciali fra Gran Bretagna e Unione Europea, è necessario che questi passi avanti siano sufficienti in questa fase di trattative. I temi principali sono in assoluto tre: i diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito, confine fra repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord britannica, obblighi finanziari di Londra verso l’Unione Europea.

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Ottimismo

Come si è però già capito, al termine degli ultimi confronti di trattative fra le due parti, i progressi necessari non ci sono stati ancora. Ma Donald Tusk sottolinea che ci sono stati comunque progressi, e rimane ottimista.

Ed esprimendo la speranza che la seconda fase possa iniziare in dicembre fa capire che manca poco a raggiungere il traguardo.

Seconda fase

Ma la seconda fase delle trattative sarà la più infuocata. In cambio dei 50 miliardi che probabilmente l’Inghilterra dovrà versare al bilancio della Ue, la Gran Bretagna si aspetta di ricevere un accordo commerciale comunque conveniente. Una via di mezzo tra un accordo di libero scambio e la permanenza nel mercato comune.

Tuttavia, difficilmente Londra otterrà tutto quello che spera. Come fa capire Angela Merkel, ammonendo che la seconda fase del negoziato sarà “più difficile della prima”. L’ala più anti-europea del governo britannico potrebbe ribellarsi, e accusare la premier di avere svenduto il Paese e farla cadere, sostituendola con un Boris Johnson pronto a uscire dalla Ue senza accordi, sebbene questa ipotesi lasci intravvedere un suicidio per il Regno Unito, come ha osservato il leader laburista Jeremy Corbyn.

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